domenica, gennaio 07, 2018

CATECHISMO MAGGIORE

 Il Catechismo della Dottrina Cristiana, volgarmente detto Catechismo Maggiore di San Pio X, è un Compendio in forma di domanda e risposta, del Catechismo ad uso dei parroci, pubblicato da San Pio V.



Nello stendere il Compendio del Catechismo Tridentino, San Pio X volle produrre un'opera che tenesse conto anche di un aggiornamento ecclesiale relativo al Concilio Vaticano I, e che fosse un testo valido per l'insegnamento della religione nel suo tempo. Per questo, quello che in origine era concepito come “compendio”, è diventato un testo a sé, robusto e massiccio, oltre ad essere uno dei testi più importanti del '900, sicuramente il testo più letto e che a memoria d'uomo tutti quelli di una certa età ricordano.



Diviene uno di quei testi fondamentali della storia, capaci di dare una svolta alla cultura e al costume della società, come il Codice civile napoleonico, il codice di giustiniano a suo tempo, e pochi altri testi.



Nell'ambito di un'intervista rilasciata al giornalista Gianni Cardinale del quotidiano dei Vescovi d’Italia Avvenire il 27 aprile del 2003, il Cardinale Joseph Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI, dichiarò a tal proposito:



“La fede come tale è sempre identica. Quindi anche il Catechismo di San Pio X conserva sempre il suo valore. Può cambiare invece il modo di trasmettere i contenuti della fede. E quindi ci si può chiedere se il Catechismo di San Pio X possa in questo senso essere considerato ancora valido oggi. Credo che il Compendio che stiamo preparando possa rispondere al meglio alle esigenze di oggi. Ma questo non esclude che ci possano essere persone o gruppi di persone che si sentano più a loro agio col Catechismo di San Pio X. Non bisogna dimenticare che quel Catechismo derivava da un testo che era stato preparato dallo stesso Papa quando era vescovo di Mantova. Si trattava di un testo frutto dell’esperienza catechistica personale di Giuseppe Sarto e che aveva le caratteristiche di semplicità di esposizione e di profondità di contenuti. Anche per questo il Catechismo di San Pio X potrà avere anche in futuro, degli amici.”







Qui immaculátam Vírginem Maríam, Fílii tui Genétricem, Matrem et Salútem pópuli Románi constituísti, ut, ipsa protegénte, fídei certámen certet intrépitus, in Apostolórum doctrína firmus consístant et inter mundi procéllas incédat secúrus, donec ad cæléstem civitátem lætus pervéniat.

(dal Prefazio della Salus Populi Romani)





Lo Spirito e la Sposa dicono: ‘Vieni!’. (Ap 22,17).

Maranathà:

Vieni Signore Gesù!

 Il Catechismo Maggiore di San Pio X


LETTERA DI SAN PIO X AL CARDINALE PIETRO RESPIGHI



Compendio della dottrina cristiana prescritto da
Sua Santità Papa Pio X
alle diocesi della provincia di Roma


Roma, Tipografia Vaticana, 1905

Al signor Cardinale Pietro Respighi,
nostro Vicario Generale

Signor Cardinale,

La necessità di provvedere per quanto è possibile alla religiosa istituzione della tenera gioventù Ci ha consigliato la stampa di un Catechismo, che esponga in modo chiaro i rudimenti della santa fede, e quelle divine verità, alle quali deve informarsi la vita d'ogni cristiano. Pertanto fatti esaminare i molti libri di testo già in uso nelle Diocesi d' Italia, Ci parve opportuno di adottare con lievi ritocchi il testo da vari anni approvato dai Vescovi del Piemonte, della Liguria, della Lombardia, della Emilia e della Toscana. L'uso di questo testo sarà obbligatorio per l'insegnamento pubblico e privato nella Diocesi di Roma e in tutte le altre della Provincia Romana; e confidiamo che anche le altre Diocesi vorranno adottarlo per arrivare cosi a quel testo unico, almeno per tutta l'Italia, che è nell'universale desiderio.

Con questa dolce speranza impartiamo di tutto cuore a Lei, Signor Cardinale, l'Apostolica Benedizione.

Dal Vaticano, li 14 Giugno 1905.

PIUS PP. X



      






Il Catechismo Maggiore di San Pio X
CATECHISMO MAGGIORE


PARTE TERZA
    DEI COMANDAMENTI DI DIO E DELLA CHIESA




CAPO I.  Dei comandamenti di Dio in generale.
342. Di che cosa si tratta nella terza parte della Dottrina cristiana?

Nella terza parte della Dottrina cristiana si tratta dei comandamenti di Dio e della Chiesa.
343. Quanti sono i comandamenti della legge di Dio?

I comandamenti della legge di Dio sono dieci:

    Io sono il Signore Iddio tuo:

    Non avrai altro Dio avanti di me.

    Non nominare il nome di Dio invano.

    Ricordati di santificare le feste.

    Onora il padre e la madre.

    Non ammazzare.

    Non fornicare.

    Non rubare.

    Non dire il falso testimonio.

    Non desiderare la donna d'altri.

    Non desiderare la roba d'altri.

344. I comandamenti di Dio perché hanno questo nome?

I comandamenti di Dio hanno questo nome perché lo stesso Dio li ha impressi nell'anima di ogni uomo, li ha promulgati sul monte Sinai nell'antica legge scolpiti sopra due tavole di pietra, e Gesù Cristo li ha confermati nella legge nuova.
345. Quali sono i comandamenti della prima tavola?

I comandamenti della prima tavola sono i primi tre, che riguardano direttamente Dio, e i doveri che abbiamo verso di Lui.
346. Quali sono i comandamenti della seconda tavola?

I comandamenti della seconda tavola sono i sette ultimi, che riguardano il prossimo e i doveri che abbiamo verso di esso.
347. Siamo noi obbligati ad osservare i comandamenti?

Si, siamo tutti obbligati ad osservare i comandamenti, perché tutti dobbiamo vivere secondo la volontà di Dio che ci ha creati, e basta trasgredirne gravemente uno solo per meritare l'inferno.
348. Possiamo noi osservare i comandamenti?

Noi possiamo senza dubbio osservare i comandamenti di Dio, perché Iddio non ci comanda alcuna cosa impossibile e dà la grazia di osservarli a chi la domanda come si deve.
349. Che cosa si deve considerare generalmente in ciascun comandamento?

In ciascun comandamento si deve considerare la parte positiva e la parte negativa; cioè quello che ci viene comandato e quello che ci viene proibito.



CAPO II.  Dei comandamenti che riguardano Dio.
1. - Del primo comandamento.
350. Perché si dice in principio: Io sono il Signore Iddio tuo?

In principio dei comandamenti si dice: Io sono il Signore Iddio tuo, perché conosciamo che Dio, essendo il nostro Creatore e Signore, può comandare quello che vuole, e noi, sue creature, siamo tenuti ad obbedirgli.
351. Che cosa Iddio ci ordina colle parole del primo comandamento: Non avrai altro Dio avanti di me?

Con le parole del primo comandamento: Non avrai altro Dio avanti di me, Iddio ci ordina di riconoscere, di adorare, di amare e servire Lui solo, come nostro supremo Signore.
352. Come si adempie il primo comandamento?

Il primo comandamento si adempie coll'esercizio del culto interno ed esterno.
353. Che cosa è il culto interno?

Il culto interno è l'onore che si rende a Dio con le sole facoltà dello spirito, ossia con la mente e con la volontà.
354. Che cosa è il culto esterno?

Il culto esterno è l'omaggio che si rende a Dio per mezzo di atti esteriori e di oggetti sensibili.
355. Non basta adorar Dio solo col cuore internamente?

No, non basta adorar Dio solo col cuore internamente, ma bisogna adorarlo anche esternamente, collo spirito insieme e col corpo, perché Egli è Creatore e Signore assoluto dell'uno e dell'altro.
356. Può stare il culto esterno, senza l'interno?

No, non può stare in verun modo il culto esterno senza l'interno, perché quello scompagnato da questo rimane privo di vita, di merito e di efficacia, come corpo senz'anima.
357. Che cosa ci proibisce il primo comandamento?

Il primo comandamento ci proibisce l'idolatria, la superstizione, il sacrilegio, l'eresia ed ogni altro peccato contro la religione.
358. Che cosa é l'idolatria?

Si chiama idolatria il dare a qualche creatura, per esempio ad una statua, ad un'imagine, ad un uomo, il culto supremo di adorazione dovuto a Dio solo.
359. Come si trova espressa nella Sacra Scrittura questa proibizione?

Nella Sacra Scrittura si trova espressa questa proibizione con le parole: Tu non ti farai scultura, né rappresentazione alcuna di quel che è lassù nel cielo e quaggiù in terra. E non adorerai tali cose, né ad esse presterai culto.
360. Proibiscono queste parole ogni sorta d'imagini?

No certamente; ma soltanto quelle delle false divinità, fatte a scopo di adorazione, come facevano gl'idolatri. Ciò è tanto vero che Iddio stesso comandò a Mosè di farne alcune, come le due statue di cherubini sull'arca, e il serpente di bronzo nel deserto.
361. Che cosa è la superstizione?

Si chiama superstizione qualunque devozione contraria alla dottrina e all'uso della Chiesa, come anche l'attribuire ad un'azione o ad una cosa qualunque una virtù soprannaturale che non ha.
362. Che cosa è il sacrilegio?

Il sacrilegio è la profanazione di un luogo, di una persona o di una cosa consacrata a Dio e destinata al suo culto.
363. Che cosa è l'eresia?

L'eresia è un errore colpevole dell'intelletto, per cui si nega con pertinacia qualche verità della fede.
364. Quali altre cose proibisce il primo comandamento?

Il primo comandamento ci proibisce altresì qualunque commercio col demonio e l'aggregarsi alle sètte anticristiane.
365. Chi ricorresse al demonio o lo invocasse, commetterebbe grave peccato?

Chi ricorresse al demonio o lo invocasse commetterebbe un peccato enorme, perché il demonio è il più perverso nemico di Dio e dell'uomo.
366. È lecito interrogare le tavole così dette parlanti o scriventi, o consultare in qualunque modo le anime dei trapassati mediante lo spiritismo?

Tutte le pratiche dello spiritismo sono illecite, perché superstiziose, e spesso non immuni da intervento diabolico, e perciò furono dalla Chiesa giustamente proibite.
367. Il primo comandamento proibisce forse di onorare ed invocare gli Angeli e i Santi?

No, non è proibito onorare ed invocare gli Angeli e i Santi; anzi dobbiamo farlo, perché è cosa buona e utile, e dalla Chiesa altamente raccomandata, essendo essi gli amici di Dio e i nostri intercessori presso di Lui.
368. Essendo Gesù Cristo il nostro unico Mediatore presso Dio, perché ricorriamo anche alla mediazione di Maria santissima e dei Santi?

Gesù Cristo è il nostro Mediatore presso Dio, inquantoché, essendo vero Dio e vero Uomo, Egli solo in virtù dei propri meriti ci ha riconciliati con Dio e ce ne ottiene tutte le grazie. La Vergine poi e i Santi in virtù dei meriti di Gesù Cristo e per la carità che li unisce a Dio ed a noi, ci aiutano con la loro intercessione ad ottenere le grazie che domandiamo. E questo è uno dei grandi beni della comunione dei Santi.
369. Possiamo onorare anche le sacre imagini di Gesù Cristo e dei Santi?

Si, perché l'onore che si rende alle sacre imagini di Gesù Cristo e dei Santi si riferisce alle loro stesse persone.
370. E le reliquie dei Santi si possono onorare?

Si, anche le reliquie dei Santi si debbono onorare, perché i loro corpi furono vivi membri di Gesù Cristo, e templi dello Spirito Santo, e debbono risorgere gloriosi all'eterna vita.
371. Che differenza vi è tra il culto che rendiamo a Dio e il culto che rendiamo ai Santi?

Tra il culto che rendiamo a Dio e il culto che rendiamo ai Santi vi è questa differenza, che Iddio lo adoriamo per la sua infinita eccellenza, e i Santi invece non li adoriamo, ma li onoriamo e veneriamo come amici di Dio e nostri intercessori presso di Lui. Il culto che si rende a Dio si chiama latria cioè di adorazione, ed il culto che si rende ai Santi si chiama dulia cioè di venerazione a' servi di Dio; il culto poi particolare, che prestiamo a Maria santissima, si chiama iperdulia, cioè di specialissima venerazione, come a Madre di Dio.


2. - Del secondo comandamento.
372. Che cosa ci proibisce il secondo comandamento: Non nominare il nome di Dio invano?

Il secondo comandamento: Non nominare il nome di Dio invano, ci proibisce:

    di nominare il nome di Dio senza rispetto;

    di bestemmiare contro Dio, contro la santissima Vergine e contro i Santi;

    di fare giuramenti falsi o non necessari, o in qualunque modo illeciti.

373. Che vuol dire nominare il nome di Dio senza rispetto?

Nominare il nome di Dio senza rispetto vuol dire pronunziare questo santo nome e tutto ciò che si riferisce in modo speciale a Dio stesso, come il nome di Gesù, di Maria e dei Santi, nella collera, per ischerzo, o in altro modo poco riverente.
374. Che cosa è la bestemmia?

La bestemmia è un orribile peccato che consiste in parole o atti di disprezzo o di maledizione contro Dio, la Vergine, i Santi, o contro le cose sante.
375. Vi è differenza tra la bestemmia e l'imprecazione?

V'è differenza perché con la bestemmia si maledice, o si desidera il male a Dio, alla Madonna, ai Santi: mentre con la imprecazione si maledice o si desidera il male a sé stesso, o al prossimo.
376. Che cosa è il giuramento?

Il giuramento è il chiamare Dio in testimonio della verità di ciò che si dice, o si promette.
377. È sempre proibito il giurare?

Non è sempre proibito il giurare, ma è lecito anzi onorevole a Dio quando vi sia necessità e il giuramento sia fatto con verità, con giudizio e con giustizia.
378. Quando non si giura con verità?

Quando si afferma con giuramento ciò che si sa, o si crede che sia falso, e quando con giuramento si promette di fare ciò che non si ha intenzione di eseguire.
379. Quando non si giura con giudizio?

Quando si giura senza prudenza e senza matura considerazione, ovvero per cose di poca importanza.
380. Quando non si giura con giustizia?

Quando si giura di fare una cosa che non sia giusta o lecita, come vendicarsi, rubare ed altre cose simili.
381. Siamo noi obbligati di mantenere il giuramento di fare cose ingiuste od illecite?

Non solo non siamo obbligati, ma peccheremmo facendole, perché proibite dalla legge di Dio, o della Chiesa.
382. Chi giura il falso che peccato commette?

Chi giura il falso commette peccato mortale, perché disonora gravemente Dio verità infinita, chiamandolo in testimonio del falso.
383. Che cosa ci ordina il secondo comandamento?

Il secondo comandamento ci ordina di onorare il nome santo di Dio e di adempiere oltre i giuramenti anche i voti.
384. Che cosa è il voto?

Il voto è una promessa che si fa a Dio di una cosa buona e a noi possibile e migliore della cosa contraria, alla quale ci obblighiamo come se ci fosse comandata.
385. Se la osservanza del voto riuscisse in tutto o in parte molto difficile, che si dovrebbe fare?

Si può domandare la commutazione o la dispensa al proprio Vescovo, od al Sommo Pontefice, secondo la qualità del voto.
386. È peccato trasgredire i voti?

Il trasgredire i voti è peccato, e perciò non dobbiamo far voti senza matura riflessione e, ordinariamente, senza il consiglio del confessore, o d'altra persona prudente, per non esporci al pericolo di peccare.
387. Si possono fare i voti alla Madonna ed ai Santi?

I voti si fanno solamente a Dio: si può però promettere a Dio di far qualche cosa in onore della Madonna, o dei Santi.


3. - Del terzo comandamento.

388. Che cosa ci ordina il terzo comandamento: Ricordati di santificare le feste?

Il terzo comandamento: Ricordati di santificare le feste, ci ordina di onorare Dio con opere di culto nei giorni di festa.
389. Quali sono i giorni di festa?

Nell'antica legge erano i sabati ed altri giorni particolarmente solenni per il popolo ebreo; nella legge nuova sono le domeniche ed altre festività stabilite dalla Chiesa.
390. Perché nella legge nuova si santifica la domenica invece del sabato?

La domenica, che significa giorno del Signore, fu sostituita al sabato perché in tal giorno Gesù Cristo Signor nostro risuscitò.
391. Quale opera di culto ci viene comandata nei giorni di festa?

Ci viene comandato di assistere divotamente al santo sacrificio della Messa.
392. Con quali altre opere un buon cristiano santifica le feste?

Il buon cristiano santifica le feste: 1.° coll'intervenire alla Dottrina cristiana, alle prediche ed ai divini uffizi; 2.° col ricevere spesso, con le dovute disposizioni i sacramenti della Penitenza e dell' Eucaristia; 3.° coll'esercitarsi nell' orazione e nelle opere di cristiana carità verso il prossimo.
393. Che cosa ci proibisce il terzo comandamento?

Il terzo comandamento ci proibisce le opere servili e qualunque opera che ci impedisca il culto di Dio.
394. Quali sono le opere servili proibite nei giorni di festa?

Le opere servili proibite nei giorni di festa sono le opere dette manuali, cioè quei lavori materiali in cui ha parte più il corpo che lo spirito; come quelle che ordinariamente si fanno dai servi, dagli operai e dagli artieri.
395. Quale peccato si commette lavorando in giorno di festa?

Lavorando in giorno di festa si commette peccato mortale: scusa però dalla colpa grave la brevità del tempo che si occupa.
396. Non vi è alcuna opera servile che sia permessa nei giorni di festa?

Nei giorni di festa sono permesse quelle opere che sono necessarie alla vita, o al servizio di Dio; e quelle che si fanno per una causa grave domandando licenza, se si può, al proprio parroco.
397. Per qual fine nelle feste sono proibite le opere servili?

Sono proibite nelle feste le opere servili, affinché possiamo meglio attendere al divin culto e alla salute dell'anima nostra; e riposarci dalle fatiche. Per questo non è proibito qualche onesto divertimento.
398. Quali altre cose dobbiamo schivare sovrattutto nelle feste?

Nelle feste dobbiamo schivare sopra tutto il peccato e tutto ciò che può indurci al peccato, come i divertimenti e i ritrovi pericolosi.



CAPO III.  Dei comandamenti che riguardano il prossimo.
1. - Del quarto comandamento.
399. Che cosa ci ordina il quarto comandamento: Onora il padre e la madre?

Il quarto comandamento: Onora il padre e la madre, ci ordina di rispettare il padre e la madre, di obbedire loro in tutto ciò che non è peccato, e di aiutarli nei loro bisogni spirituali e temporali.
400. Che cosa ci proibisce il quarto comandamento?

Il quarto comandamento ci proibisce di offendere i genitori con le parole, con le opere e in qualsiasi altro modo.
401. Sotto il nome di padre e di madre, quali altre persone comprende questo comandamento?

Questo comandamento, sotto il nome di padre e di madre comprende ancora tutti i superiori, così ecclesiastici, come secolari, ai quali perciò dobbiamo obbedire e portare rispetto.
402. Donde viene ai genitori l'autorità di comandare ai figliuoli, e l'obbligo ai figliuoli di obbedire loro?

L'autorità che i genitori hanno di comandare ai figliuoli, e l'obbligo ai figliuoli di obbedire, viene da Dio che costituì ed ordinò la famiglia, acciocché in essa l'uomo trovi i primi mezzi necessari al suo perfezionamento materiale e spirituale.
403. I genitori hanno dei doveri verso i loro figli?

I genitori hanno il dovere di amare, alimentare e mantenere i loro figliuoli, di provvedere alla loro educazione religiosa e civile, di dar loro buono esempio, di allontanarli dall'occasione di peccato, correggerli delle loro mancanze, ed aiutarli ad abbracciare lo stato al quale sono chiamati da Dio.
404. Ci diede Iddio l'esempio di famiglia perfetta?

Iddio ci diede l'esempio di famiglia perfetta nella Sacra Famiglia, nella quale Gesù Cristo visse soggetto a Maria santissima e a S. Giuseppe fino ai trent' anni, cioè fino a quando incominciò ad esercitare la missione affidatagli dall'Eterno Padre di predicare il Vangelo.
405. Se le famiglie vivessero da sole, separate una dall' altra, potrebbero provvedere a tutti i propri bisogni materiali e morali?

Se le famiglie vivessero da sole, separate una dall'altra, non potrebbero provvedere ai propri bisogni, ed è necessario che si siano unite in società civile, a fine di aiutarsi a vicenda per il perfezionamento e la felicità comune.
406. Che cosa è la società civile?

La società civile è l'unione di molte famiglie dipendenti dall'autorità di un capo, per aiutarsi scambievolmente a conseguire il mutuo perfezionamento e la felicità temporale.
407. Donde viene alla società civile l'autorità che la governa?

L'autorità che governa la società civile viene da Dio, che la vuole costituita a bene comune.
408. Vi è obbligo di rispettare e di obbedire l'autorità che governa la società civile?

Si, tutti quelli che appartengono alla società civile hanno l'obbligo di rispettare e di obbedire l'autorità perché viene da Dio, e perché cosi è richiesto dal bene comune.
409. Si debbono rispettare tutte le leggi che sono imposte dall'autorità civile?

Si debbono rispettare tutte le leggi che l'autorità civile impone, purché esse non siano contrarie alla legge di Dio, secondo il comando e l'esempio di nostro Signor Gesù Cristo.
410. Oltre il rispetto e l'obbedienza alle leggi imposte dall'autorità, coloro che fanno parte della società civile hanno altri doveri?

Coloro che fanno parte della società civile, hanno, oltre l'obbligo del rispetto e dell'obbedienza alle leggi, il dovere di vivere concordi e di adoperarsi ciascuno coi mezzi e con le forze proprie affinché essa sia virtuosa, pacifica, ordinata e prospera a comune vantaggio.

2. - Del quarto comandamento.

411. Che cosa proibisce il quinto comandamento: Non ammazzare?

Il quinto comandamento: Non ammazzare, proibisce di dar morte, battere, ferire o fare qualunque altro danno al prossimo nel corpo, sia per sé, sia per mezzo d'altri; come pure di offenderlo con parole ingiuriose e di volergli male. In questo comandamento Iddio proibisce anche il dar morte a se stesso, ossia il suicidio.
412. Perché è peccato grave uccidere il prossimo?

Perché l'uccisore si usurpa temerariamente il diritto che ha Dio solo sulla vita dell'uomo; perché distrugge la sicurezza dell'umano consorzio, e perché toglie al prossimo la vita, che è il più gran bene naturale che ha sulla terra.
413. Vi sono dei casi nei quali sia lecito uccidere il prossimo?

È lecito uccidere il prossimo quando si combatte in una guerra giusta, quando si eseguisce per ordine dell'autorità suprema la condanna di morte in pena di qualche delitto; e finalmente quando trattasi di necessaria e legittima difesa della vita contro un ingiusto aggressore.
414. Dio, nel quinto comandamento, proibisce anche di nuocere alla vita spirituale del prossimo?

Si, Iddio nel quinto comandamento proibisce anche di nuocere alla vita spirituale del prossimo con lo scandalo.
415. Che cosa è lo scandalo?

Lo scandalo è qualunque detto, fatto o omissione, che è occasione ad altri di commettere peccati.
416. È peccato grave lo scandalo?

Lo scandalo è un peccato grave, perché tende a distruggere la più grande opera di Dio, che è la redenzione, con la perdita delle anime; dà al prossimo la morte dell'anima togliendogli la vita della grazia, che è più preziosa della vita del corpo; è causa di una moltitudine di peccati. Perciò Iddio minaccia agli scandalosi i più severi castighi.
417. Perché nel quinto comandamento, Dio proibisce il dar morte a se stesso, ossia il suicidio?

Nel quinto comandamento, Dio proibisce il suicidio perché l'uomo non è padrone della sua vita, come non lo è di quella degli altri. La Chiesa poi punisce il suicida colla privazione della sepoltura ecclesiastica.
418. È proibito nel quinto comandamento anche il duello?

Si, nel quinto comandamento è proibito anche il duello, perché il duello partecipa della malizia del suicidio e dell'omicidio, ed è scomunicato chiunque volontariamente vi ha parte, anche di semplice spettatore.
419. È anche proibito il duello quando sia escluso il pericolo di morte?

È anche proibito questo duello perché non solamente non possiamo uccidere, ma neanche ferire volontariamente noi stessi e gli altri.
420. La difesa dell'onore può scusare il duello?

No: perché non è vero, che nel duello si ripara l'offesa; e perché non si può riparare l'onore con un azione ingiusta, irragionevole e barbara, quale è il duello.
421. Che cosa ci ordina il quinto comandamento?

Il quinto comandamento ci ordina di perdonare ai nostri nemici, e di voler bene a tutti.
422. Che cosa deve fare chi ha danneggiato il prossimo nella vita del corpo, o in quella dell'anima?

Chi ha danneggiato il prossimo non basta che si confessi, ma deve anche riparare al male che ha fatto col risarcire al prossimo i danni arrecati, col ritrattare gli errori insegnati, e col dar buoni esempi.

1. - Del sesto e del nono comandamento.

423. Che cosa ci proibisce il sesto comandamento: Non fornicare?

Il sesto comandamento: Non fornicare, ci proibisce ogni atto, ogni sguardo, ogni discorso contrario alla castità, e l'infedeltà nel matrimonio.
424. Che cosa proibisce il nono comandamento?

Il nono comandamento proibisce espressamente ogni desiderio contrario alla fedeltà che i coniugi si sono giurata nel contrarre matrimonio: e proibisce pure ogni colpevole pensiero o desiderio di azione vietata dal sesto comandamento.
425. É un gran peccato l'impurità?

È un peccato gravissimo ed abominevole innanzi a Dio ed agli uomini; avvilisce l'uomo alla condizione dei bruti, lo trascina a molti altri peccati e vizi, e provoca i più terribili castighi in questa vita e nell'altra.
426. Sono peccati tutti i pensieri che ci vengono in mente contro la purità?

I pensieri che ci vengono in mente contro la purità, per se stessi non sono peccati, ma piuttosto tentazioni e incentivi al peccato.
427. Quando è che sono peccati i pensieri cattivi?

I pensieri cattivi, ancorché siano inefficaci, sono peccati quando colpevolmente diamo loro motivo, o vi acconsentiamo, o ci esponiamo al pericolo prossimo di acconsentirvi.
428. Che cosa ci ordinano il sesto e nono comandamento?

Il sesto comandamento ci ordina di essere casti e modesti negli atti, negli sguardi, nel portamento e nelle parole. Il nono comandamento ci ordina di essere casti e puri anche nell'interno, cioè nella mente e nel cuore.
429. Che cosa ci convien fare per osservare il sesto e il nono comandamento?

Per ben osservare il sesto e il nono comandamento, dobbiamo pregare spesso e di cuore Iddio, essere divoti di Maria Vergine Madre della purità, ricordarci che Dio ci vede, pensare alla morte, ai divini castighi, alla passione di Gesù Cristo, custodire i nostri sensi, praticare la mortificazione cristiana e frequentare colle dovute disposizioni i sacramenti.
430. Che cosa dobbiamo fuggire per mantenerci casti?

Per mantenerci casti conviene fuggire l'ozio, i cattivi compagni, la lettura dei libri e dei giornali cattivi, l'intemperanza, il guardare le immagini indecenti, gli spettacoli licenziosi, le conversazioni pericolose, e tutte le altre occasioni di peccato.


4. - Del settimo comandamento.

431. Che cosa ci proibisce il settimo comandamento: Non rubare?

Il settimo comandamento: Non rubare, proibisce di prendere e di ritenere ingiustamente la roba altrui e di recar danno al prossimo nella roba in qualunque altro modo.
432. Che cosa vuol dire rubare?

Vuol dire prendere ingiustamente la roba altrui contro la volontà del padrone, quando cioè egli ha tutta la ragione ed il diritto di non volerne essere privato.
433. Perché si proibisce il rubare?

Perché si pecca contro la giustizia, e si fa ingiuria al prossimo, prendendo e ritenendo contro il suo diritto e la sua volontà ciò che gli appartiene.
434. Che cosa é la roba d'altri?

E tutto ciò che appartiene al prossimo, che ne ha la proprietà o l'uso, o lo tiene in deposito.
435. In quanti modi si prende ingiustamente la roba degli altri?

In due modi: col furto e con la rapina.
436. Il furto come si commette?

Il furto si commette prendendo occultamente la roba degli altri.
437. La rapina come si commette?

La rapina si commette prendendo con violenza e manifestamente la roba degli altri.
438. In quali casi si può prendere la roba degli altri senza far peccato?

Quando il padrone non fosse contrario, ovvero quando ingiustamente non volesse, come accadrebbe di uno che avesse estrema necessità, purché prendesse soltanto quanto gli è strettamente necessario per sovvenire all'urgente ed estremo bisogno.
439. Solamente col furto e con la rapina si danneggia il prossimo nella roba?

Si danneggia anche con la frode, con l'usura e con qualunque altra ingiustizia contro i suoi beni.
440. Come si commette la frode?

La frode si commette ingannando il prossimo nel commercio con pesi, misure o monete false e con merci cattive; falsificando scritture e documenti; in somma facendo inganni nelle compere, nelle vendite ed in qualsiasi altro contratto ed anche quando non si vuol dare il giusto ed il convenuto.
441. In qual modo si commette l'usura?

L'usura si commette con l'esigere senza legittimo titolo un illecito interesse per una somma prestata, abusando del bisogno e dell'ignoranza altrui.
442. Quali altre ingiustizie si commettono contro i beni del prossimo?

Col fargli perdere ingiustamente ciò che ha, col danneggiarlo nelle possessioni, non lavorare conforme al dovere, non pagare per malizia i debiti e le dovute mercedi, col ferire od uccidere animali che gli appartengono, col mandare a male le cose avute in custodia, con l'impedire ad alcuno di fare un giusto guadagno, col tenere mano ai ladri, col ricevere, nascondere o comprare la roba rubata.
443. È peccato grave rubare?

È un peccato grave contro la giustizia quando trattasi di materia grave, essendo cosa molto importante che sia rispettato il diritto che ciascuno ha sulla roba propria, e ciò per il bene degli individui, delle famiglie e della società.
444. Quando è grave la materia del furto?

È grave quando si toglie cosa rilevante, ed anche quando, togliendosi cosa di poco momento, il prossimo ne patisce grave danno.
445. Che cosa ci ordina il settimo comandamento?

Il settimo comandamento ci ordina di rispettare la roba degli altri, dare la giusta mercede agli operai, ed osservare la giustizia in tutto quello che riguarda la proprietà altrui.
446. Chi ha peccato contro il settimo comandamento basta che se ne confessi?

Chi ha peccato contro il settimo comandamento non basta che se ne confessi, ma bisogna che faccia quello che può per restituire la roba d'altri e risarcire i danni.
447. Che cosa è il risarcimento dei danni?

Il risarcimento dei danni è il compenso che si deve dare al prossimo dei frutti e dei guadagni perduti a cagione del furto e delle altre ingiustizie commesse a suo danno.
448. A chi si deve restituire la roba rubata?

A chi si è rubato; ai suoi eredi, se egli fosse morto; e se ciò fosse veramente impossibile, si deve erogarne il valore a beneficio dei poveri e di pie opere.
449. Che cosa si deve fare quando si trova qualche cosa di grande valore?

Devesi usare grande diligenza per trovarne il padrone, e restituirgliela fedelmente.


5. - Dell'ottavo comandamento.

450. Che cosa ci proibisce l'ottavo comandamento: Non dire falso testimonio?

L'ottavo comandamento: Non dire il falso testimonio, ci proibisce di attestare il falso in giudizio: e proibisce ancora la detrazione o mormorazione, la calunnia, l'adulazione, il giudizio ed il sospetto temerario ed ogni sorta di bugia.
451. Che cos'è la detrazione o mormorazione?

La detrazione o mormorazione è un peccato che consiste nel manifestare, senza giusto motivo, i peccati e difetti altrui.
452. Che cos'è la calunnia?

La calunnia è un peccato che consiste nell' attribuire malignamente al prossimo colpe e difetti che non ha.
453. Che cos'è l'adulazione?

L'adulazione è un peccato che consiste nell' ingannare taluno col dire falsamente bene di lui o di altri, allo scopo di averne vantaggio.
454. Che cos'è il giudizio o sospetto temerario?

Il giudizio o sospetto temerario è un peccato che consiste nel giudicare o sospettar male degli altri senza un giusto fondamento.
455. Che cos'è la bugia?

La bugia è un peccato che consiste nell'asserire per vero o per falso, con parole o con fatti, ciò che non si crede tale.
456. Di quante specie è la bugia?

La bugia è di tre specie: giocosa, officiosa e dannosa.
457. Qual è la bugia giocosa?

La bugia giocosa è quella con cui si mentisce per giuoco, e senza pregiudizio di alcuno.
458. Qual è la bugia officiosa?

La bugia officiosa è l'asserzione del falso per la propria o per l'altrui utilità, senza pregiudizio di alcuno.
459. Qual è la bugia dannosa?

La bugia dannosa è l'asserzione del falso con pregiudizio del prossimo.
460. E mai lecito dir la bugia?

Non è mai lecito dir la bugia né per giuoco, né per proprio, né per altrui vantaggio, essendo cosa per se stessa cattiva.
461. Che peccato è la bugia?

La bugia quando è giocosa od officiosa è peccato veniale; quando poi è dannosa è peccato mortale, se il danno che reca è grave.
462. È necessario sempre dir tutto come si pensa?

Non è sempre necessario, specialmente quando chi interroga non ha il diritto di sapere ciò che domanda.
463. Chi ha peccato contro l'ottavo comandamento, basta che se ne confessi?

Chi ha peccato contro l'ottavo comandamento, non basta che se ne confessi, ma obbligato anche a ritrattare quanto disse calunniando il prossimo, e a riparare, nel miglior modo che può, i danni che gli ha cagionato.
464. Che cosa ci ordina l'ottavo comandamento?

L'ottavo comandamento ci ordina di dire a tempo e luogo la verità, è di interpretare in bene, per quanto possiamo, le azioni del nostro prossimo.

6. - Del decimo comandamento.
465. Che cosa ci proibisce il decimo comandamento: Non desiderare la roba d'altri?

Il decimo comandamento: Non desiderare la roba d'altri, proibisce il desiderio di privare altri della sua roba e il desiderio di acquistar roba con mezzi ingiusti.
466. Perché proibisce Iddio anche il desiderio della roba altrui?

Dio ci proibisce i desideri sregolati della roba altrui, perché Egli vuole che noi anche internamente siamo giusti e ci teniamo sempre più lontani dalle opere ingiuste.
467. Il decimo comandamento che cosa ci ordina?

Il decimo comandamento ci ordina di contentarci dello stato in cui Dio ci ha posti e di soffrire con pazienza la povertà, quando Iddio ci voglia in tale stato.
468. Come può il cristiano essere contento nello stato di povertà?

Il cristiano può essere contento anche nello stato di povertà, considerando che massimo bene è la coscienza pura e tranquilla, che la nostra vera patria é il cielo, e che Gesù Cristo si fece povero per amor nostro e ha promesso un premio speciale a tutti quelli che sopportano con pazienza la povertà.



CAPO IV.  Dei precetti della Chiesa.
1. - Dei precetti della Chiesa in genere.
469. Oltre i comandamenti di Dio, che altro dobbiamo noi osservare?

Oltre i comandamenti di Dio noi dobbiamo osservare i precetti della Chiesa.
470. Siamo noi obbligati ad obbedire alla Chiesa?

Senza dubbio siamo obbligati ad obbedire alla Chiesa, perché Gesù Cristo medesimo lo comanda, e perché i precetti della Chiesa aiutano ad osservare i comandamenti di Dio.
471. Quando comincia l'obbligo di osservare i precetti della Chiesa?

L'obbligo di osservare i precetti della Chiesa generalmente incomincia dall'uso di ragione.
472. È peccato trasgredire un precetto della Chiesa?

Il trasgredire avvertitamente un precetto della Chiesa in materia grave è peccato mortale.
473. Chi può dispensare da un precetto della Chiesa?

Da un precetto della Chiesa può dispensare solamente il Papa, e chi da lui ne ha ricevute le facoltà.
474. Quanti e quali sono i precetti della Chiesa? [1]

I precetti della Chiesa sono cinque:

    Udir la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate.

    Digiunare la Quaresima, le quattro tempora e le vigilie comandate; non mangiar carne nei giorni proibiti.

    Confessarsi almeno una volta l'anno, e comunicarsi alla Pasqua di Risurrezione, ciascuno alla propria parrocchia.

    Pagare le decime dovute alla Chiesa, secondo le usanze.

    Non celebrare le nozze ne' tempi vietati, cioè dalla prima domenica dell'Avvento fino all' Epifania, e dal primo giorno di Quaresima fino all'ottava di Pasqua.


2. - Del primo precetto della Chiesa.

475. Che cosa ci ordina il primo precetto o comandamento della Chiesa: Ascoltare la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate?

Il primo precetto della Chiesa: Ascoltare la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate, ci ordina di assistere con divozione alla santa Messa in tutte le domeniche e nelle altre feste di precetto.
476. Qual'è la Messa alla quale la Chiesa desidera che si assista nelle domeniche e nelle altre feste di precetto?

La Messa alla quale la Chiesa desidera che possibilmente si assista nelle domeniche e nelle altre feste di precetto è la Messa parrocchiale.
477. Perché la Chiesa raccomanda ai fedeli di assistere alla Messa parrocchiale?

La Chiesa raccomanda ai fedeli di assistere alla Messa parrocchiale:

    affinché quelli che appartengono alla stessa parrocchia si uniscano a pregare insieme col parroco che è loro capo;

    affinché i parrocchiani partecipino maggiormente al santo sacrificio, che è applicato principalmente per loro;

    affinché ascoltino le verità del Vangelo che i parrochi hanno obbligo di esporre nella santa Messa;

    affinché vengano a conoscere le prescrizioni e gli avvisi che si pubblicano in detta Messa.

478. Che cosa vuol dire: domenica?

Domenica vuol dire giorno del Signore, cioè giorno specialmente consacrato al divino servizio.
479. Perché nel primo comandamento della Chiesa si fa menzione speciale della domenica?

Nel primo comandamento della Chiesa si fa menzione speciale della domenica, perché essa é la festa principale presso i cristiani come il sabato era la festa principale presso gli ebrei, istituita da Dio stesso.
480. Quali altre feste ha istituito la Chiesa?

La Chiesa ha istituito anche le feste di nostro Signore, della SSma Vergine, degli Angeli e dei Santi.
481. Perché la Chiesa ha istituito altre feste di nostro Signore?

La Chiesa ha istituito altre feste di nostro Signore in memoria de' suoi divini misteri.
482. Le feste della SSma Vergine, degli Angeli e dei Santi perché sono state istituite?

Le feste della santissima Vergine, degli Angeli e dei Santi, sono state istituite 1.° in memoria delle grazie che Dio loro ha fatte, e per ringraziarne la divina bontà; 2.° affinché noi li onoriamo, imitiamo i loro esempi e siamo aiutati dalle loro preghiere.


3. - Del secondo precetto della Chiesa. (*)

483. Che cosa ci ordina il secondo precetto della Chiesa con le parole: Digiunare i giorni comandati?

Il secondo precetto della Chiesa con le parole: Digiunare i giorni comandati, ci ordina di osservare il digiuno:

    nella Quaresima;

    in alcuni giorni dell'Avvento, dove ciò è prescritto;

    nelle quattro tempora;

    in alcune vigilie.

484. In che consiste il digiuno?

Il digiuno consiste nel fare un solo pasto al giorno e nell' astenersi dai cibi vietati.
485. Nei giorni di digiuno, si può fare la sera una piccola refezione?

Per condiscendenza della Chiesa si può, nei giorni di digiuno, fare un po' di refezione alla sera.
486. A che serve il digiuno?

Il digiuno serve a meglio disporci all'orazione, a fare penitenza dei peccati commessi e preservarci dal commetterne dei nuovi.
487. Chi è obbligato al digiuno?

Al digiuno sono obbligati tutti i cristiani, che hanno compiuto ventun anno e che non sono o dispensati o scusati da legittimo impedimento.
488. Quelli che non hanno l'obbligo del digiuno sono affatto esenti dalla mortificazione?

Quelli che non hanno l'obbligo del digiuno non sono affatto esenti dalla mortificazione, perché siamo tutti obbligati a fare penitenza.
489. Per qual fine è stata istituita la Quaresima?

La Quaresima è stata istituita per imitare in qualche modo il rigoroso digiuno di quaranta giorni che Gesù Cristo fece nel deserto, e per prepararci col mezzo della penitenza a celebrare santamente la Pasqua.
490. Per qual fine è stato istituito il digiuno dell'Avvento?

Il digiuno dell'Avvento è stato istituito per disporci a celebrare santamente il Natale di N. S. Gesù Cristo.
491. Per qual fine è stato istituito il digiuno delle quattro tempora?

Il digiuno delle quattro tempora, è stato istituito per consacrare ogni stagione dell'anno con la penitenza di alcuni giorni; per domandare a Dio la conservazione dei frutti della terra; per ringraziarlo dei frutti già dati, e per pregarlo di dare alla sua Chiesa dei buoni ministri, dei quali si fa l'ordinazione nei sabati delle quattro tempora.
492. Per qual fine é stato istituito il digiuno delle vigilie?

Il digiuno delle vigilie è stato istituito per prepararci a celebrare santamente le feste principali.
493. Che cosa ci è proibito nel venerdì e nel sabato non dispensato?

Nel venerdì e nel sabato non dispensato, ci è proibito il mangiar carne, eccettuato il caso di necessità.
494. Perché la Chiesa ha voluto che ci asteniamo dal mangiar carne in questi giorni?

Acciocché facciamo penitenza in ogni settimana, e massime il venerdì in onore della Passione, ed il sabato in memoria della sepoltura di Gesù Cristo, e in onore di Maria SSma.


4. - Del terzo precetto della Chiesa.

495. Che cosa ci comanda la Chiesa colle parole del terzo precetto: Confessarsi almeno una volta l'anno?

Con le parole del terzo precetto: Confessarsi almeno una volta l'anno, la Chiesa obbliga tutti i cristiani, che sono giunti all'uso di ragione, ad accostarsi almeno una volta l'anno al sacramento della Penitenza.
496. Qual è il tempo più opportuno per soddisfare ai precetto della Confessione annuale?

Il tempo più opportuno per soddisfare al precetto della confessione annuale é la Quaresima secondo l'uso introdotto e approvato da tutta la Chiesa.
497. Perché la Chiesa dice che ci confessiamo almeno una volta l'anno?

La Chiesa dice: almeno, per farci conoscere il suo desiderio che ci accostiamo più spesso ai santi sacramenti.
498. È dunque cosa utile confessarsi spesso?

È cosa utilissima confessarsi spesso, massimamente perché é difficile che si confessi bene e si tenga lontano dal peccato mortale chi si confessa di rado.
499. Che cosa ci prescrive la Chiesa con le altre parole del terzo precetto: Comunicarsi almeno alla Pasqua di Risurrezione, ciascuno nella propria parrocchia? [3]

Con le altre parole del terzo precetto: Comunicarsi almeno alla Pasqua di Risurrezione, ciascuno nella propria parrocchia, la Chiesa obbliga tutti i cristiani che sono arrivati all' età della discrezione, a ricevere ogni anno la santissima Eucaristia nella propria parrocchia durante il tempo pasquale.
500. Siamo in altro tempo, fuori di Pasqua, obbligati a comunicarci?

Siamo obbligati a comunicarci anche in pericolo di morte.
501. Perché si dice che ci comunichiamo almeno alla Pasqua?

Perché la Chiesa desidera vivamente che non solo alla Pasqua di Risurrezione, ma il più spesso possibile ci accostiamo alla santa Comunione, che é il divino nutrimento delle anime nostre.
502. Si soddisfa questo precetto con una confessione, o comunione sacrilega?

Chi facesse una confessione e comunione sacrilega non soddisfa al terzo precetto della Chiesa, perché l'intenzione della Chiesa é che si ricevano questi sacramenti pel fine per cui furono istituiti, cioè per la nostra santificazione.


5. - Del quarto precetto della Chiesa.

503. Come si osserva il quarto precetto dalla Chiesa: Pagar le decime dovute alla Chiesa?

Il quarto precetto: Pagar le decime dovute alla Chiesa, si osserva col pagare quelle offerte o prestazioni che sono state stabilite per riconoscere il supremo dominio che Iddio ha sopra tutte le cose, e per provvedere all'onesta sussistenza de' suoi ministri.
504. Come si devono pagare le decime?

Le decime si devono pagare di quelle cose e in quel modo che porta la consuetudine dei luoghi.


6. - Del quinto precetto della Chiesa.
505. Che cosa ci proibisce la Chiesa nel quinto precetto. Non celebrare le nozze nei tempi proibiti?

Nel quinto precetto la Chiesa non vieta la celebrazione del sacramento del Matrimonio; ma soltanto la solennità delle nozze dalla prima domenica dell'Avvento sino all'Epifania, e dal primo giorno di Quaresima sino all'ottava di Pasqua.
506. Quale è la solennità delle nozze proibita?

La solennità proibita da questo precetto consiste nella Messa propria degli sposi, nella benedizione nuziale, e nella pompa straordinaria delle nozze.
507. Perché le dimostrazioni di pompa non convengono nell'Avvento e nella Quaresima?

Le dimostrazioni di pompa non convengono nell'Avvento e nella Quaresima, perché questi sono tempi specialmente consacrati alla penitenza e all'orazione.
Note

    L'attuale formulazione dei Cinque precetti generali della Chiesa, è riportata nell'appendice Preghiere e formule.

    Nella disciplina oggi vigente, il secondo precetto della Chiesa prescrive: “Santificare i giorni di penitenza secondo le disposizioni della Chiesa”, In pratica, è necessario ricordare quanto segue:

        Tutti i fedeli sono tenuti per legge divina a far penitenza.

        Per precetto della Chiesa si è tenuti alle seguenti norme:

            Il tempo di Quaresima conserva la sua indole penitenziale.

            Sono giorni di penitenza, da osservare obbligatoriamente, torri i venerdì dell'anno e il Mercoledì delle ceneri.

            In tali giorni è prescritta l'astinenza dalle carni per chi ha compiuto i 14 anni. Il Mercoledì delle ceneri e il Venerdì santo, oltre all'obbligo dell'astinenza, c'è quello del digiuno per chi ha compiuto 21 anni e non è entrato ancora nei 60.

        La legge dell'astinenza vieta di mangiate carni, ma non uova, latticini e condimenti confezionati con grassi animali. La legge del digiuno prescrive un unico pasto; permette tuttavia altre due piccole assunzioni di cibo, a titolo di sostegno nelle attività della giornata.

        È data facoltà ai Vescovi di commutare in tutto o in parte l'astinenza e il digiuno con altre forme di penitenza, quali opere di carità ed esercizi di pietà. Tale commutazione è stata concessa dai Vescovi italiani ai loro fedeli per quanto concerne la legge dell'astinenza dalle carni, eccettuato però il tempo di Quaresima.

    L'obbligo di soddisfare il precetto nella propria parrocchia non è più vigente.

    Attualmente la proibizione di celebrare solennemente le nozze va dall'inizio dell'Avvento fino al giorno di Natale compreso e dall'inizio della Quaresima fino alla domenica di Pasqua compresa.
    

CAPO V.  Dei precetti della Chiesa.
1. - Dei doveri del proprio stato.
508. Che cosa sono i doveri del proprio stato?

Per doveri del proprio stato s'intendono quelle particolari obbligazioni che ciascuno ha per causa dello stato, della condizione e dell'officio in cui si trova.
509. Chi ha imposto ai vari stati i particolari loro doveri?

Dio stesso ha imposto ai vari stati i particolari loro doveri, perché questi derivano da' suoi divini comandamenti.
510. Spiegatemi con qualche esempio come i doveri particolari derivino dai dieci comandamenti.

Nel quarto comandamento sotto il nome di padre e di madre, s'intendono anche tutti i nostri superiori, e perciò da quel comandamento derivano tutti i doveri di obbedienza, di amore e di rispetto degli inferiori verso i loro superiori, e tutti i doveri di vigilanza che hanno i superiori verso i loro inferiori.
511. Da quali comandamenti derivano i doveri degli artigiani, dei commercianti, degli amministratori di roba altrui e simili?

I doveri di fedeltà, di sincerità, di giustizia, di equità, che essi hanno, derivano dal settimo, dall'ottavo e dal decimo comandamento che proibiscono ogni frode, ingiustizia, negligenza e doppiezza.
512. I doveri delle persone consacrate a Dio, da quale comandamento derivano?

I doveri delle persone consacrate a Dio derivano dal secondo comandamento che ordina di adempiere i voti e le promesse fatte a Dio, essendosi tali persone obbligate in tal modo alla osservanza di tutti o di alcuni consigli evangelici.


2. - Dei consigli evangelici.

513. Che cosa sono i consigli evangelici?

I consigli evangelici sono alcuni mezzi suggeriti da Gesù Cristo nel santo Vangelo per giungere alla cristiana perfezione.
514. Quali sono i consigli evangelici?

I consigli evangelici sono: la povertà volontaria, la castità perpetua, e l'obbedienza in ogni cosa che non sia peccato.
515. A che servono i consigli evangelici?

I consigli evangelici servono a facilitare l'osservanza dei comandamenti e ad assicurar meglio la eterna salute.
516. Perché i consigli evangelici facilitano l'osservanza dei comandamenti?

I consigli evangelici facilitano l'osservanza dei comandamenti, perché ci aiutano a distaccare il cuore dall'amor della roba, dai piaceri, e dagli onori, e cosi ci allontanano dal peccato.



  www.maranatha.it    

SESTRI LEVANTE (Genoa) Italy  

  

 

      






Il Catechismo Maggiore di San Pio X
CATECHISMO MAGGIORE


PARTE SECONDA
DELL'ORAZIONE




CAPO I.  Dell'orazione in generale.
253. Di che cosa si tratta nella seconda parte della Dottrina cristiana?

Nella seconda parte della Dottrina cristiana si tratta dell'orazione in generale e del Pater Noster in particolare.
254. Che cosa è l'orazione?

L'orazione è una elevazione della mente a Dio per adorarlo, per ringraziarlo, e per domandargli quello che ci abbisogna.
255. Come si distingue l'orazione?

L'orazione si distingue in mentale e vocale. L'orazione mentale è quella che si fa con la sola mente; l'orazione vocale è quella che si fa con le parole accompagnate dall'attenzione della mente e dalla divozione del cuore.
256. Si può distinguere in altro modo l'orazione?

L'orazione si può anche distinguere in privata e pubblica.
257. Qual'è l'orazione privata?

L'orazione privata è quella che ciascuno fa in particolare per sé o per altri.
258. Qual'è l'orazione pubblica?

L'orazione pubblica è quella che si fa dai sacri ministri, a nome della Chiesa, e per la salvezza del popolo fedele. Si può chiamar pubblica anche l'orazione fatta in Comune e pubblicamente dai fedeli, come nelle processioni, nei pellegrinaggi e nel sacro tempio.
259. Abbiamo noi speranza fondata di ottenere per mezzo della orazione, gli aiuti e le grazie di cui abbiamo bisogno?

La speranza di ottenere da Dio le grazie, di cui abbiamo bisogno, è fondata nelle promesse di Dio onnipotente, misericordioso e fedelissimo, e nei meriti di Gesù Cristo.
260. In nome di chi dobbiamo domandare a Dio le grazie che ci sono necessarie?

Noi dobbiamo domandare a Dio le grazie che ci sono necessarie in nome di Gesù Cristo, come Egli medesimo ci ha insegnato e come pratica la Chiesa la quale termina sempre le sue preghiere con queste parole: per Dominum nostrum Jesum Christum, cioè: per il nostro Signore Gesù Cristo.
261. Perché dobbiamo domandare a Dio le grazie in nome di Gesù Cristo?

Noi dobbiamo domandare le grazie in nome di Gesù Cristo, perché essendo Egli il nostro mediatore, solo per mezzo di lui noi possiamo avvicinarci al trono di Dio.
262. Se l'orazione ha tanta virtù, che vuol dire che molte volte non sono esaudite le nostre preghiere?

Molte volte le nostre preghiere non sono esaudite, o perché domandiamo cose che non convengono alla nostra eterna salute, o perché non preghiamo come si deve.
263. Quali sono le cose che dobbiamo principalmente domandare a Dio?

Dobbiamo principalmente domandare a Dio la sua gloria, la nostra eterna salute e i mezzi per conseguirla.
264. Non è lecito il domandare anche beni temporali?

Si, è lecito domandare a Dio anche i beni temporali, ma sempre con la condizione che siano conformi alla sua santissima volontà, e non siano d'impedimento alla nostra eterna salute.
265. Se Iddio sa tutto ciò che ci è necessario, perché si deve pregare?

Sebbene Iddio sappia tutto ciò che ci è necessario, pure vuole che noi lo preghiamo, per riconoscerlo come datore d'ogni bene, per attestargli la nostra umile sommissione e per meritarci i suoi favori.
266. Qual'è la prima e migliore disposizione per rendere efficaci le nostre preghiere?

La prima e miglior disposizione per rendere efficaci le nostre preghiere è di essere in istato di grazia, o non essendovi, almeno desiderare di rimettersi in tale stato.
267. Quali altre disposizioni si richiedono per ben pregare?

Per ben pregare si richiedono specialmente il raccoglimento, l'umiltà, la fiducia, la perseveranza e la rassegnazione.
268. Che vuol dire pregare con raccoglimento?

Vuol dire pensare che parliamo con Dio, e perciò dobbiamo pregare con tutto il rispetto e la divozione, evitando per quanto è possibile le distrazioni, cioè ogni pensiero estraneo all'orazione.
269. Le distrazioni diminuiscono il merito dell'orazione?

Si, quando noi stessi le procuriamo, ovvero non le respingiamo con diligenza. Se poi facciamo quanto è possibile per essere raccolti in Dio, allora le distrazioni non diminuiscono il merito della nostra orazione, ma anzi lo possono accrescere.
270. Che cosa si richiede per fare orazione con raccoglimento?

Dobbiamo prima della preghiera allontanare tutte le occasioni di distrazione, e dobbiamo durante la preghiera pensare che siamo alla presenza di Dio il quale ci vede e ci ascolta.
271. Che vuoi dire pregare con umiltà?

Vuol dire riconoscere sinceramente la propria indegnità, impotenza e miseria, accompagnando la preghiera con la compostezza del corpo.
272. Che vuol dire pregare con fiducia?

Vuol dire che dobbiamo avere ferma speranza di essere esauditi, se da ciò deriva la gloria di Dio ed il nostro vero bene.
273. Che vuol dire pregare con perseveranza?

Vuol dire che non dobbiamo stancarci di pregare, se Iddio subito non ci esaudisce, ma che dobbiamo seguitare anzi a pregare con più fervore.
274. Che vuol dire pregare con rassegnazione?

Vuol dire che dobbiamo conformarci al volere di Dio, il quale conosce meglio di noi quanto è necessario alla nostra eterna salute, pur anche nel caso in cui le nostre preghiere non fossero esaudite.
275. Dio esaudisce sempre le orazioni ben fatte?

Si, Dio esaudisce sempre le orazioni ben fatte; ma nella maniera che egli sa essere più utile per la nostra eterna salute, e non sempre secondo la nostra volontà.
276. Quali effetti produce in noi l'orazione?

L'orazione ci fa riconoscere la nostra dipendenza da Dio supremo Signore in tutte le cose, ci fa pensare alle cose celesti, ci fa progredire nella virtù, ci ottiene da Dio misericordia, ci fortifica contro le tentazioni, ci conforta nelle tribolazioni, ci aiuta nei nostri bisogni, e ci ottiene la grazia della perseveranza finale.
277. Quand'è che noi dobbiamo specialmente pregare?

Noi dobbiamo pregare specialmente nei pericoli, nelle tentazioni e in punto di morte; inoltre dobbiamo pregare frequentemente, ed è bene che ciò si faccia la mattina e la sera e al principio delle azioni importanti della giornata.
278. Per chi dobbiamo pregare?

Dobbiamo pregare per tutti; cioè per noi stessi, per i nostri parenti, superiori, benefattori, amici e nemici; per la conversione dei poveri peccatori, di quelli che sono fuori della vera Chiesa, e per le anime sante del purgatorio.



CAPO II.  Dell'orazione domenicale.
1. - Dell'orazione domenicale in genere.
279. Qual'è l'orazione vocale più eccellente?

L'orazione vocale più eccellente è quella che Gesù Cristo medesimo ci ha insegnato, cioè il Pater noster.
280. Perché il Pater noster è l'orazione più eccellente?

Il Pater noster è l'orazione più eccellente perché l'ha composta e ce l'ha insegnata Gesù Cristo medesimo; perché contiene chiaramente in poche parole tutto quello che possiamo sperare da Dio; ed è la regola e il modello di tutte le altre orazioni.
281. Il Pater noster é anche l'orazione più efficace?

Il Pater noster è anche l'orazione più efficace, perché è la più accetta a Dio, facendo noi orazione con le stesse parole che ci ha dettate il suo divin Figliuolo.
282. Perché il Pater noster si chiama orazione domenicale?

Il Pater noster si chiama orazione domenicale, che vuol dire preghiera del Signore, appunto perché ce l'ha insegnata Gesù Cristo di propria bocca.
283. Quante domande sono nel Pater noster?

Nel Pater noster sono sette domande, precedute da un proemio.
284. Recitate il Pater noster.

Padre nostro, che sei nei cieli

    Sia santificato il nome tuo.

    Venga il regno tuo.

    Sia fatta la volontà tua, come in cielo, così in terra.

    Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

    E rimetti a noi i nostri debiti, siccome noi li rimettiamo ai nostri debitori.

    E non c'indurre in tentazione.

    Ma liberaci dal male. Così sia.

285. Perché, invocando Dio in principio dell'orazione domenicale, lo chiamiamo nostro Padre?

In principio dell'orazione domenicale chiamiamo Dio nostro Padre per risvegliare la nostra fiducia nella sua infinita bontà, essendo noi suoi figliuoli.
286. Perché possiamo noi dire che siamo figliuoli di Dio?

Noi siamo fìgliuoli di Dio:

    Perché Egli ci ha creato a immagine sua e ci conserva e governa colla sua provvidenza;

    Perché ci ha, per ispeciale benevolenza, adottati nel Battesimo come fratelli di Gesù Cristo e coeredi insieme con lui dell'eterna gloria.

287. Perché chiamiamo Dio Padre nostro e non Padre mio?

Chiamiamo Dio Padre nostro e non Padre mio, perché tutti siamo suoi figliuoli e però dobbiamo riguardarci ed amarci tutti come fratelli, e pregare gli uni per gli altri.
288. Essendo Dio in ogni luogo, perché gli diciamo: che sei ne' cieli?

Dio è in ogni luogo; ma diciamo: Padre nostro, che sei ne' cieli, per sollevare i nostri cuori al cielo, dove Dio si manifesta nella gloria a'suoi figliuoli.


2. - Della prima petizione.

289. Che cosa chiediamo noi nella prima domanda: Sia santificato il nome tuo?

Nella prima domanda: Sia santificato il nome tuo noi chiediamo che Dio sia conosciuto, amato, onorato e servito da tutto il inondo, e da noi in particolare.
290. Che cosa intendiamo chiedendo che Dio sia conosciuto, amato e servito da tutto il mondo?

Noi intendiamo di chiedere che gli infedeli giungano alla cognizione del vero Dio, gli eretici riconoscano i loro errori, gli scismatici ritornino all' unità della Chiesa, che i peccatori si ravvedano e che i giusti siano perseveranti nel bene.
291. Perché prima d'ogni altra cosa domandiamo che sia santificato il nome di Dio?

Prima d'ogni altra cosa domandiamo che sia santificato il nome di Dio, perché la gloria di Dio ci deve stare più a cuore che tutti i nostri beni e vantaggi.
292. In qual modo possiamo noi procurare la gloria di Dio?

Noi possiamo procurare la gloria di Dio con la preghiera, col buon esempio, e con l'indirizzare a Lui tutti i pensieri, gli affetti e le opere nostre.

3. - Della seconda petizione.

293. Che cosa intendiamo noi per regno di Dio?

Per regno di Dio intendiamo un triplice regno spirituale; cioè il regno di Dio in noi, ossia il regno della grazia; il regno di Dio in terra, cioè la santa Chiesa cattolica; e il regno di Dio nei cieli, ovvero il paradiso.
294. Che cosa chiediamo noi con le parole:venga il regno tuo, in ordine alla grazia?

In ordine alla grazia noi chiediamo che Dio regni in noi con la sua grazia santificante per la quale Egli si compiace di risiedere in noi come re nella sua reggia; e di tenerci uniti a Lui con le virtù della fede, della speranza e della carità per le quali regna sul nostro intelletto, sul nostro cuore, e sulla nostra volontà.
295. Che cosa chiediamo con le parole: venga il regno tuo, in ordine alla Chiesa?

In ordine alla Chiesa chiediamo che questa sempre più si dilati e si propaghi per tutto il mondo a salvezza degli uomini.
296. Che cosa chiediamo con le parole: venga il regno tuo in ordine alla gloria?

In ordine alla gloria noi chiediamo di potere un giorno essere ammessi nel santo paradiso, per il quale fummo creati, dove saremo pienamente felici.


4. - Della terza petizione.

297. Che cosa chiediamo nella terza domanda: sia fatta la volontà tua, come in cielo, così in terra?

Nella terza domanda: sia fatta la volontà tua, come in cielo, cosi in terra, chiediamo la grazia di fare in ogni cosa la volontà di Dio con ubbidire ai suoi santi comandamenti cosi prontamente, come gli angeli e i santi gli ubbidiscono in cielo. Chiediamo inoltre la grazia di corrispondere alle divine ispirazioni, e di vivere rassegnati alla volontà di Dio quando Egli ci manda delle tribolazioni.
298. È necessario eseguire la volontà di Dio?

È necessario eseguire la volontà di Dio quanto è necessario il conseguire l'eterna salute, perché Gesù Cristo ha detto che entrerà nel regno dei cieli soltanto chi avrà fatto la volontà del Padre suo.
299. In qual modo possiamo conoscere la volontà di Dio?

Noi possiamo conoscere la volontà di Dio specialmente per mezzo della Chiesa e dei nostri superiori spirituali stabiliti da Dio per guidarci nella via della salute. Possiamo anche conoscere questa santissima volontà dalle divine ispirazioni e dalle stesse circostanze nelle quali il Signore ci ha posti.
300. Dobbiamo sempre riconoscere la volontà dì Dio nelle cose prospere od avverse della vita?

Nelle cose si prospere che avverse della vita presente dobbiamo sempre riconoscere anche la volontà di Dio, il quale tutto dispone o permette per il nostro bene.


5. - Della quarta petizione.

301. Che cosa chiediamo nella quarta domanda: dacci oggi il nostro pane quotidiano?

Nella quarta domanda: dacci oggi il nostro pane quotidiano, chiediamo a Dio ciò che ci è necessario ciascun giorno e per l'anima e pel corpo.
302. Che cosa domandiamo a Dio per l'anima nostra?

Per l'anima nostra domandiamo a Dio il sostentamento della vita spirituale: cioè preghiamo il Signore che ci doni la sua grazia, di cui abbiamo continuamente bisogno.
303. Come si nutrisce la vita dell'anima nostra?

La vita dell'anima si nutrisce specialmente col cibo della divina parola e col Santissimo Sacramento dell'altare.
304. Che cosa domandiamo a Dio pel nostro corpo?

Pel nostro corpo domandiamo ciò che è necessario al sostentamento della vita temporale.
305. Perché diciamo: dacci oggi il nostro pane, e non piuttosto: dacci oggi il pane?

Diciamo dacci oggi il nostro pane, e non piuttosto: dacci oggi il pane, per escludere ogni desiderio della roba d'altri; perciò preghiamo il Signore che ci aiuti nei guadagni giusti e leciti, affinché ci procuriamo il vitto con le nostre fatiche, senza furti ed inganni.
306. Perché diciamo: dacci il pane, e non dammi?

Diciamo: dacci invece di dammi per rammentarci che, siccome le sostanze ci vengono da Dio, così se Egli ce ne dà in abbondanza, lo fa a questo fine che ne dispensiamo il superfluo ai poveri.
307. Perché aggiungiamo quotidiano?

Aggiungiamo quotidiano, perché dobbiamo desiderare quello che ci è necessario alla vita, e non l'abbondanza dei cibi e dei beni della terra.
308. Che cosa significa di più la parola oggi nella quarta domanda?

La parola oggi significa che non dobbiamo essere troppo solleciti dell'avvenire, ma domandare quello che ci è necessario al presente.


6. - Della quinta petizione.

309. Che cosa chiediamo nella quinta domanda: e rimetti a noi i nostri debiti, siccome noi li rimettiamo ai nostri debitori?

Nella quinta domanda: e rimetti a noi i nostri debiti, siccome noi li rimettiamo ai nostri debitori, chiediamo a Dio che ci perdoni i nostri peccati, siccome noi perdoniamo ai nostri offensori.
310. Perché i nostri peccati, si chiamano debiti?

I nostri peccati si chiamano debiti perché per essi dobbiamo soddisfare alla divina giustizia o in questa vita o nell'altra.
311. Quelli che non perdonano al prossimo, possono sperare che Dio loro perdoni?

Quelli che non perdonano al prossimo non hanno nessuna ragione di sperare che Dio loro perdoni, tanto più che si condannano da se stessi, dicendo a Dio, che perdoni loro, come essi perdonano al prossimo.

7. - Della sesta petizione.

312. Che cosa chiediamo nella sesta domanda: e non c'indurre in tentazione?

Nella sesta domanda: e non c'indurre in tentazione, chiediamo a Dio che ci liberi dalle tentazioni, o non permettendo che siamo tentati, o dandoci grazia di non essere vinti.
313. Che cosa sono le tentazioni?

Le tentazioni sono un incitamento al peccato che ci viene dal demonio, o dai cattivi, o dalle nostre passioni.
314. È peccato aver tentazioni?

No, non è peccato aver tentazioni, ma è peccato acconsentirvi, o esporsi volontariamente al pericolo di acconsentirvi.
315. Perché Iddio permette che siamo tentati?

Iddio permette che siamo tentati per provare la nostra fedeltà, per far aumentare le nostre virtù e per accrescere i nostri meriti.
316. Che cosa dobbiamo fare per evitare le tentazioni?

Per evitare le tentazioni dobbiamo fuggire le occasioni pericolose, custodire i nostri sensi, ricevere spesso i santi sacramenti, e far uso della preghiera.

8. - Della settima petizione.

317. Che cosa chiediamo nella settima domanda: ma liberaci dal male?

Nella settima domanda, ma liberaci dal male, chiediamo a Dio, che ci liberi dai mali passati, presenti e futuri, e specialmente dal sommo male che è il peccato e dall'eterna dannazione, che ne è la pena.
318. Perché diciamo: liberaci dal male e non dai mali?

Diciamo: liberaci dal male e non dai mali, perché non dobbiamo desiderare di andare esenti da tutti i mali di questa vita, ma solamente da quelli, che non sono espedienti all'anima nostra, e perciò domandiamo la liberazione dal male in genere, cioè da tutto ciò che Dio vede essere per noi male.
319. Non è lecito domandare la liberazione da qualche male in particolare, per esempio da una malattia?

Si, è lecito domandare la liberazione da qualche male in particolare, ma sempre rimettendoci alla volontà di Dio, il quale può anche ordinare quella tribolazione a vantaggio dell'anima nostra.
320. A che cosa ci giovano le tribolazioni che Dio ci manda?

Le tribolazioni ci giovano per fare penitenza delle nostre colpe, per esercitare le virtù, e sopratutto per imitare Gesù Cristo nostro capo, al quale è giusto che ci conformiamo nei patimenti, se vogliamo aver parte nella sua gloria.
321. Che vuol dire Amen in fine del Pater?

Amen vuol dire: così sia, così desidero, così prego il Signore e così spero.
322. Per ottenere le grazie domandate nel Pater noster basta recitarlo in qualsivoglia maniera?

Per ottenere le grazie domandate nel Pater noster bisogna recitarlo senza fretta, con attenzione e accompagnarlo col cuore.
323. Quando dobbiamo noi dire il Pater?

Il Pater dobbiamo dirlo ogni giorno, perché abbiamo bisogno ogni giorno dell'aiuto di Dio.



CAPO III.  Dell'<<Ave Maria>>.


324. Quale orazione siamo noi soliti dire dopo il Pater?

Dopo il Pater, diciamo la salutazione angelica, cioè l'Ave Maria, per mezzo della quale ricorriamo alla santissima Vergine.
325. Perché l'Ave Maria si chiama salutazione angelica?

L'Ave Maria si chiama salutazione angelica perché comincia col saluto che fece a Maria Vergine l'arcangelo Gabriele.
326. Di chi sono le parole dell'Ave Maria?

Le parole dell'Ave Maria parte sono dell'arcangelo Gabriele, parte di S. Elisabetta, e parte della Chiesa.
327. Quali sono le parole dell'arcangelo Gabriele?

Le parole dell'arcangelo Gabriele sono: «Dio ti salvi, piena di grazia: il Signore è teco: tu sei benedetta fra le donne».
328. Quando fu che l'Angelo disse a Maria queste parole?

L'Angelo disse a Maria queste parole, quando andò ad annunziarle da parte di Dio il mistero dell' Incarnazione che in lei doveva operarsi.
329. Che intendiamo noi di fare nel salutare la santissima Vergine con le stesse parole dell'Arcangelo?

Nel salutare la santissima Vergine con le parole dell' Arcangelo, noi ci rallegriamo con lei, facendo memoria dei singolari privilegi e doni, che Iddio le ha conceduti a preferenza di tutte le altre creature.
330. Quali sono le parole di santa Elisabetta?

Le parole di santa Elisabetta sono: «Tu sei benedetta fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno».
331. Quando fu che santa Elisabetta disse queste parole?

Santa Elisabetta disse queste parole, inspirata da Dio, quando tre mesi prima che desse alla luce S. Giovanni Battista, fu visitata dalla santissima Vergine, che già portava nel seno il suo divin Figliuolo.
332. Che cosa facciamo noi nel dire queste parole?

Nel dire le parole di santa Elisabetta ci rallegriamo con Maria SSma della sua eccelsa dignità di Madre di Dio, e benediciamo Dio e lo ringraziamo di averci dato Gesù Cristo per mezzo di Maria.
333. Di chi sono le altre parole dell'Ave Maria?

Tutte le altre parole dell'Ave Maria sono state aggiunte dalla Chiesa.
334. Che cosa domandiamo noi con le ultime parole dell'Ave Maria?

Con le ultime parole dell'Ave Maria domandiamo la protezione della santissima Vergine nel corso di questa vita, e specialmente nell'ora della nostra morte, nella quale ne avremo maggior bisogno.
335. Perché dopo il Pater diciamo piuttosto l'Ave Maria, che qualunque altra orazione?

Perché la SSma Vergine è l'Avvocata più potente appresso Gesù Cristo, epperciò dopo avere detta l'orazione insegnataci da Gesù Cristo, preghiamo la SSma Vergine che ci ottenga le grazie, che abbiamo domandate.
336. Per qual motivo la Vergine santissima è così potente?

La santissima Vergine è così potente perché è Madre di Dio, ed è impossibile che non sia da Lui esaudita.
337. Che c'insegnano i Santi sulla devozione a Maria?

Sulla devozione a Maria i Santi c'insegnano che i veri suoi devoti sono da Lei amati e protetti con amore di tenerissima Madre e per mezzo di Lei sono certi di trovare Gesù e di ottenere il paradiso.
338. Qual divozione a Maria la Chiesa ci raccomanda in modo speciale?

La divozione che la Chiesa ci raccomanda in modo speciale verso Maria santissima è la recita del santo Rosario.



CAPO IV.  Dell'invocazione dei Santi.
339. È cosa buona ed utile il ricorrere alla intercessione dei Santi?

È cosa utilissima pregare i Santi, e deve farsi da ogni cristiano. Dobbiamo pregare particolarmente i nostri Angeli Custodi, S. Giuseppe Patrono della Chiesa, i santi Apostoli, i Santi di cui portiamo il nome, e i Santi Protettori della diocesi e della parrocchia.
340. Che differenza passa tra le preghiere che facciamo a Dio e quelle che facciamo ai Santi?

Tra le preghiere che facciamo a Dio e quelle che facciamo ai Santi passa questa differenza, che Dio lo preghiamo affinché, come autore delle grazie, ci dia i beni e ci liberi dai mali, e i Santi li preghiamo perché, come avvocati presso Dio, intercedano per noi.
341. Quando diciamo che un Santo ha fatto una grazia, che cosa intendiamo dire?

Quando diciamo che un Santo ha fatto una grazia, intendiamo dire che quel Santo ha ottenuto da Dio quella grazia.





  www.maranatha.it    

SESTRI LEVANTE (Genoa) Italy  

  

 

      






Il Catechismo Maggiore di San Pio X
CATECHISMO MAGGIORE


PARTE PRIMA
DEL SIMBOLO DEGLI APOSTOLI DETTO VOLGARMENTE IL
« CREDO »



CAPO I.  Del « Credo » in generale.
15. Qual'è la prima parte della dottrina cristiana?

La prima parte della dottrina cristiana è il simbolo degli Apostoli, detto volgarmente il Credo.
16. Perché chiamate voi il Credo: Simbolo degli Apostoli?

Il Credo si chiama simbolo degli Apostoli, perché è un compendio delle verità della fede insegnate dagli Apostoli.
17. Quanti articoli sono nel Credo?

Nel Credo vi sono dodici articoli.
18. Recitateli

    Io credo in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra.

    Ed in Gesù Cristo suo Figliuolo unico, Signor nostro.

    Il quale fu concepito di Spirito Santo: nacque di Maria Vergine.

    Patì sotto Ponzio Pilato: fu crocifisso, morto e seppellito.

    Discese all'inferno: il terzo di risuscitò da morte.

    Salì al cielo: siede alla destra di Dio Padre onnipotente.

    Di là ha da venire a giudicare i vivi ed i morti.

    Credo nello Spirito Santo.

    La santa Chiesa cattolica; la comunione dei santi.

    La remissione dei peccati.

    La risurrezione della carne.

    La vita eterna. Amen.

19. Che cosa vuoi dire la parola Credo, che dite in principio del Simbolo?

La parola Credo vuol dire: io tengo per verissimo tutto quello che in questi dodici articoli si contiene: e credo più fermamente queste cose, che se le vedessi cogli occhi miei, perché le ha rivelate Iddio, che non può ingannarsi, né ingannare, alla santa Chiesa cattolica e per mezzo di essa le rivela anche a noi.
20. Che cosa contengono gli articoli del Credo?

Gli articoli del Credo contengono tutto quello che principalmente si ha da credere di Dio, di Gesù Cristo e della Chiesa sua sposa.
21. E cosa molto utile il recitare spesso il Credo?

E cosa utilissima recitare spesso il Credo per imprimere sempre più nel cuore le verità della fede.




CAPO II.  Del primo articolo del Simbolo.
1. - Di Dio Padre e della creazione.
22. Che cosa c'insegna il primo articolo: Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?

Il primo articolo del Credo c'insegna che vi è un Dio solo, che è onnipotente, e ha creato il cielo, la terra e tutte le cose che nel cielo e nella terra si contengono, cioè l'universo mondo.
23. Come sappiamo noi che vi è Dio?

Noi sappiamo che vi è Dio, perché la nostra ragione ce lo dimostra, e la fede ce lo conferma.
24. Perché si dice che Dio è Padre?

Si dice che Dio è Padre, 1.° perché è Padre per natura della seconda Persona della Santissima Trinità, cioè del Figliuolo da lui generato: 2.° perché Dio è Padre di tutti gli uomini, che egli ha creato, conserva e governa: 3.° perché finalmente è Padre per grazia di tutti i buoni cristiani, i quali perciò si chiamano figliuoli di Dio adottivi.
25. Perché il Padre è la prima Persona della Santissima Trinità?

Il Padre è la prima Persona della Santissima Trinità, perché non procede da altra persona, ma è il principio delle altre due persone, cioè del Figliuolo e dello Spirito Santo.
26. Che vuoi dire la parola onnipotente?

La parola onnipotente vuol dire che Dio può fare tutto quello che vuole.
27. Dio non può peccare né morire; come dunque si dice ch'egli può far tutto?

Si dice che Dio può far tutto, quantunque non possa né peccare né morire, perché il poter peccare o morire non è effetto di potenza, ma di debolezza, che non può essere in Dio, il quale è perfettissimo.
28. Che cosa vuol dire: Creatore del cielo e della terra?

Creare vuoi dire fare dal niente; perciò Dio si dice creatore del cielo e della terra perché ha fatto dal niente il cielo e la terra e tutte le cose che nel cielo e nella terra si contengono, cioè l'universo mondo.
29. Il mondo è stato creato solamente dal Padre?

Il mondo è stato creato ugualmente da tutte e tre le persone divine, perché tutto ciò che fa una persona riguardo alle creature, lo fanno con uno stesso atto anche le altre.
30. Perché dunque la creazione si attribuisce particolarmente al Padre?

La creazione si attribuisce particolarmente al Padre, perché la creazione è effetto della divina onnipotenza, la quale si attribuisce specialmente al Padre, come si attribuisce la sapienza al Figliuolo, e la bontà allo Spirito Santo, benché tutte e tre le persone abbiano la stessa onnipotenza, sapienza e bontà.
31. Dio ha egli cura del mondo e delle cose tutte che ha create?

Sì, Iddio ha cura del mondo e delle cose tutte che ha create, le conserva e le governa con la sua infinita bontà e sapienza, e nulla succede quaggiù, senza che Dio lo voglia o lo permetta.
32. Perché dite che nulla succede senza che Dio lo voglia o lo permetta?

Si dice che nulla succede quaggiù senza che Dio lo voglia o lo permetta, perché vi sono delle cose che Dio vuole e comanda, altre poi che egli non impedisce, come il peccato.
33. Perché Iddio non impedisce il peccato?

Dio non impedisce il peccato, perché anche dall'abuso che l'uomo fa della libertà che gli ha concesso, sa cavare un bene e far sempre più risplendere la sua misericordia, o la sua giustizia.


2. - Degli Angeli.

34. Quali sono le creature più nobili che Dio ha creato?

Le creature più nobili create da Dio sono gli Angeli.
35. Chi sono gli Angeli?

Gli Angeli sono creature intelligenti e puramente spirituali.
36. Per qual fine Iddio ha creato gli Angeli?

Dio ha creato gli Angeli per essere da essi onorato e servito e per renderli eternamente felici.
37. Quale forma e figura hanno gli Angeli?

Gli Angeli non hanno né forma, né figura alcuna sensibile, perché sono puri spiriti, creati da Dio per sussistere senza dover essere uniti a corpo alcuno.
38. Perché dunque gli Angeli si rappresentano sotto forme sensibili?

Gli Angeli si rappresentano sotto forme sensibili: 1.° per aiuto della nostra imaginazione; 2.° perché sono cosi apparsi molte volte agli uomini, come leggiamo nella Sacra Scrittura.
39. Gli Angeli furono tutti fedeli a Dio?

No, gli Angeli non furono tutti fedeli a Dio, ma molti di essi per superbia pretesero essere uguali a Lui e da Lui indipendenti; e per questo peccato, furono esclusi per sempre dal paradiso e condannati all' inferno.
40. Come si chiamano gli Angeli esclusi per sempre dal paradiso e condannati all'inferno?

Gli Angeli esclusi per sempre dal paradiso e condannati all' inferno si chiamano demoni, e il loro capo si.chiama Lucifero o Satana.
41. I demoni possono farci alcun male?

Si, i demoni possono farci molto male e nell'anima e nel corpo, se però Dio ne dà loro il permesso, massime col tentarci a peccare.
42. Perché ci tentano?

I demoni ci tentano per l'invidia che ci portano, la quale fa loro desiderare la nostra eterna dannazione, e per odio a Dio, la cui imagine risplende in noi. Iddio poi permette le tentazioni, affinché noi, vincendole con la sua grazia, esercitiamo le virtù ed acquistiamo meriti pel paradiso.
43. Come possiamo vincere le tentazioni?

Le tentazioni si vincono colla vigilanza, colla preghiera, e colla mortificazione cristiana.
44. Gli Angeli rimasti fedeli a Dio come si chiamano?

Gli Angeli rimasti fedeli a Dio si chiamano Angeli buoni, Spiriti celesti, o semplicemente Angeli.
45. Che cosa avvenne degli Angeli rimasti fedeli a Dio?

Gli Angeli rimasti fedeli a Dio furono confermati in grazia, godono per sempre la vista di Dio, lo amano, lo benedicono, e lo lodano eternamente.
46. Dio si serve degli Angeli come suo ministri?

Si, Dio si serve degli Angeli come suoi ministri, e specialmente affida a molti di essi l'ufficio di nostri custodi e protettori.
47. Dobbiamo noi avere particolare devozione verso l'Angelo nostro custode?

Si, noi dobbiamo avere particolare devozione verso l'Angelo nostro custode, onorarlo, invocarne l'aiuto, seguirne le inspirazioni ed essergli riconoscenti per l'assistenza continua ch' egli ci presta.


3. - Dell'uomo

48. Qual'è la creatura più nobile che Dio ha posto sulla terra?

La creatura più nobile che Dio ha posto sulla terra é l'uomo.
49. Che cosa è l'uomo?

L'uomo é una creatura ragionevole composta d'anima e di corpo.
50. Dite cosa è l'anima?

L'anima é la parte più nobile dell'uomo, perché è sostanza spirituale, dotata d'intelletto e di volontà, capace di conoscere Dio e di possederlo eternamente.
51. L'anima umana si può vedere e toccare?

L'anima nostra non si può né vedere né toccare perché è spirito.
52. L'anima umana muore col corpo?

L'anima umana non muore mai: la fede e la stessa ragione provano che essa è immortale.
53. L'uomo è libero nelle sue azioni?

Si, l'uomo è libero nelle sue azioni; e ciascuno sente dentro se stesso che può fare una cosa e non farla, o farne una piuttosto che un'altra.
54. Spiegate con un esempio la libertà umana

Se io dico volontariamente una bugia, sento che potrei non dirla e tacere, e che potrei anche parlare diversamente, dicendo la verità.
55. Perché si dice che l'uomo fu creato ad imagine e somiglianza di Dio?

Si dice che l'uomo fu creato ad imagine e somiglianza di Dio, perché l'anima umana è spirituale e ragionevole, libera nel suo operare, capace di conoscere e di amare Dio e di goderlo eternamente: perfezioni che rispecchiano in noi un raggio dell'infinita grandezza del Signore.
56. In quale stato pose Dio i nostri primi progenitori Adamo ed Eva?

Dio pose Adamo ed Eva nello stato di innocenza e di grazia; ma presto ne decaddero per il peccato.
57. Oltre l'innocenza e la grazia santificante conferì Dio altri doni ai nostri progenitori?

Oltre l'innocenza e la grazia santificante Iddio conferì altri doni ai nostri progenitori, che essi dovevano trasmettere insieme con la grazia santificante ai loro discendenti ed erano: l'integrità, cioè la perfetta soggezione del senso alla ragione; l'immortalità; l'immunità da ogni dolore e miseria; e la scienza proporzionata al loro stato.
58. Quale fu il peccato di Adamo?

Il peccato di Adamo fu un peccato di superbia e di grave disobbedienza.
59. Quali fu il castigo del peccato di Adamo ed Eva?

Adamo ed Eva perdettero la grazia di Dio e il diritto che avevano al cielo, furono cacciati dal paradiso terrestre, sottoposti a molte miserie nell'anima e nel corpo, e condannati a morire.
60. Se Adamo ed Eva non avessero peccato, sarebbero stati esenti dalla morte?

Se Adamo ed Eva non avessero peccato, ma si fossero mantenuti fedeli a Dio, dopo una dimora felice e tranquilla su questa terra, senza morire sarebbero stati trasferiti da Dio nel Cielo a godere una vita eterna e gloriosa.
61. Erano questi doni dovuti all'uomo?

Questi doni non erano dovuti in verun modo all'uomo, ma erano assolutamente gratuiti e soprannaturali; e perciò, disubbidendo Adamo al divino precetto, poté Iddio senza ingiustizia privarne Adamo e tutta la sua posterità.
62. Questo peccato è proprio solamente di Adamo?

Questo peccato non è solo di Adamo, ma è anche nostro, sebbene diversamente. È proprio di Adamo, perché questi lo commise con un atto di sua volontà e perciò in lui fu personale. È proprio nostro, perché, avendo Adamo peccato come capo e fonte di tutto il genere umano, viene trasfuso per naturale generazione in tutti i suoi discendenti, e perciò per noi è peccato originale.
63. Com'è possibile che il peccato originale si trasfonda in tutti gli uomini?

Il peccato originale si trasfonde in tutti gli uomini, perché avendo Iddio conferito all'uman genere in Adamo la grazia santificante e gli altri doni soprannaturali, a condizione che Adamo non disobbedisse; avendo questi disobbedito nella sua qualità di capo e padre del genere umano, rese l'umana natura ribelle a Dio. Perciò la natura umana viene trasfusa a tutti i discendenti di Adamo in uno stato di ribellione a Dio, priva della divina grazia e degli altri doni.
64. Quali danni ci ha dunque cagionato il peccato originale?

I danni del peccato originale sono: la privazione della grazia, la perdita del paradiso, l'ignoranza, l'inclinazione al male, tutte le miserie di questa vita, e infine la morte.
65. Tutti gli uomini contraggono il peccato originale?

Si, tutti gli uomini contraggono il peccato originale, eccetto la santissima Vergine, che ne fu preservata da Dio per singolare privilegio, in previsione dei meriti di Gesù Cristo nostro Salvatore.
66. Dopo il peccato di Adamo gli uomini non avrebbero più potuto salvarsi?

Dopo il peccato di Adamo gli uomini non avrebbero più potuto salvarsi, se Dio non avesse loro usato misericordia.
67. Quale fu la misericordia usata da Dio al genere umano?

La misericordia usata da Dio al genere umano fu di promettere subito ad Adamo il Redentore divino, o Messia, e di mandano poi a suo tempo, per liberare gli uomini dalla schiavitù del demonio, e del peccato.
68. Chi è il Messia promesso?

Il Messia promesso è Gesù Cristo, come c'insegna il secondo articolo del Credo.



CAPO III.  Del secondo articolo.
69. Che cosa c'insegna il secondo articolo: E in Gesù Cristo suo Figliuolo unico, Signor nostro?

Il secondo articolo del Credo c'insegna che il Figliuolo di Dio è la seconda persona della santissima Trinità: che egli è Dio eterno, onnipotente, Creatore e Signore, come il Padre: che egli si è fatto uomo per salvarci: e che il Figliuolo di Dio fatto uomo si chiama Gesù Cristo.
70. Perché la seconda persona chiamasi Figliuolo?

La seconda persona chiamasi Figliuolo perché è generata dal Padre per via d'intelletto da tutta l'eternità; e per questo si chiama anche Verbo eterno del Padre.
71. Essendo anche noi figliuoli di Dio, perché Gesù Cristo si chiama Figliuolo unico di Dio Padre?

Gesù Cristo si chiama Figliuolo unico di Dio Padre, perché Egli solo é per natura suo Figliuolo e noi siamo suoi figliuoli per creazione e per adozione.
72. Perché Gesù Cristo si chiama Signor nostro?

Gesù Cristo si chiama Signor nostro perché oltre l'averci creati insieme al Padre e allo Spirito Santo in quanto è Dio, ci ha pure redenti in quanto Dio ed uomo.
73. Perché il Figliuolo di Dio fatto uomo si chiama Gesù?

Il Figliuolo di Dio fatto uomo si chiama Gesù che vuoi dire Salvatore, perché ci ha salvati dalla morte eterna meritata per i nostri peccati.
74. Chi ha dato il nome di Gesù al Figliuolo di Dio fatto uomo?

Il nome di Gesù al Figliuolo di Dio fatto uomo l'ha dato lo stesso eterno Padre per mezzo dell' arcangelo Gabriele, quando questi annunziò alla Vergine il mistero dell' Incarnazione.
75. Perché il Figliuolo di Dio fatto uomo si chiama anche Cristo?

Il Figliuolo di Dio fatto uomo si chiama anche Cristo, che vuoi dire unto e consacrato, perché anticamente si ungevano i re, i sacerdoti, e i profeti; e Gesù è re dei re, sommo sacerdote e sommo profeta.
76. Gesù Cristo fu veramente unto e consacrato con unzione corporale?

L'unzione di Gesù Cristo non fu corporale, come quella degli antichi re, sacerdoti e profeti, ma tutta spirituale e divina perché la pienezza della divinità abita in lui sostanzialmente.
77. Di Gesù Cristo prima della sua venuta, ebbero gli uomini cognizione alcuna?

Si, gli uomini ebbero cognizione di Gesù Cristo prima della sua venuta, per la promessa del Messia che Iddio fece ai nostri progenitori Adamo ed Eva, e che rinnovò ai santi Patriarchi; e per le profezie e le molte figure che lo designavano.
78. Donde sappiamo noi che Gesù Cristo è veramente il Messia e Redentore promesso?

Noi sappiamo che Gesù Cristo è veramente il Messia e Redentore promesso dall'essersi adempito in lui, 1.° tutto ciò che annunziavano le profezie; 2.° tutto ciò che rappresentavano le figure dell'antico Testamento.
79. Le profezie che cosa predicevano del Redentore?

Le profezie predicevano del Redentore la tribù e la famiglia, dalla quale doveva uscire; il luogo e il tempo della nascita; i suoi miracoli e le più minute circostanze della sua passione e morte; la sua risurrezione ed ascensione alcielo; il suo regno spirituale, universale e perpetuo, che è la santa Chiesa cattolica.
80. Quali sotto le principali figure del Redentore nell'antico Testamento?

Le principali figure del Redentore nell'antico Testamento sono l'innocente Abele, il sommo sacerdote Melchisedecco, il sacrificio d'Isacco; Giuseppe venduto dai fratelli, il profeta Giona, l'agnello pasquale, e il serpente di bronzo innalzato da Mosè nel deserto.
81. Donde sappiamo noi che Gesù Cristo è vero Dio?

Noi sappiamo che Gesù Cristo è vero Dio: 1.° dalla testimonianza del Padre allorché disse: Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo; 2.° dall'attestazione di Gesù Cristo stesso, confermata coi più stupendi miracoli; 3.° dalla dottrina degli Apostoli; 4.° dalla tradizione costante della Chiesa cattolica.
82. Quali sono i principali miracoli operati da Gesù Cristo?

I principali miracoli operati da Gesù Cristo sono, oltre la sua risurrezione, la sanità resa agli infermi, la vista ai ciechi, l'udito ai sordi, la vita ai morti.



CAPO IV.  Del terzo articolo.
83. Che cosa c'insegna il terzo articolo: Il quale fu concepito di Spirito Santo; nacque di Maria Vergine

Il terzo articolo del Credo c'insegna che il Figliuolo di Dio ha preso un corpo e un'anima, come abbiamo noi, nel seno purissimo di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo, e che è nato da questa Vergine.
84. Il Padre e il Figliuolo concorsero anche essi a formare il corpo e a creare l'anima di Gesù Cristo?

Si, a formare il corpo e a creare l'anima di Gesù Cristo concorsero tutte le tre Persone divine.
85. Perché si dice solo: fu concepito di Spirito Santo?

Si dice solo: fu concepito di Spirito Santo, perché l'incarnazione del Figliuolo di Dio è opera di bontà e di amore, e le opere di bontà e amore si attribuiscono allo Spirito Santo.
86. Il Figlio di Dio facendosi uomo cessò di esser Dio?

No, il Figlio di Dio si fece uomo, senza cessare di esser Dio.
87. Dunque Gesù Cristo è Dio e uomo insieme?

Sì, il Figlio di Dio incarnato, cioè Gesù Cristo, è Dio e uomo insieme, perfetto Dio e perfetto uomo.
88. Sono dunque in Gesù Cristo due nature?

Si, in Gesù Cristo, che è Dio e uomo, sono due nature: la divina e l'umana.
89. Sono in Gesù Cristo anche due persone, la divina e l'umana?

No, nel Figlio di Dio fatto uomo non vi ha che una sola persona, cioè la divina.
90. Quante volontà sono in Gesù Cristo?

In Gesù Cristo sono due volontà: l'una divina, l'altra umana.
91. Gesù Cristo aveva volontà libera?

Si, Gesù Cristo aveva volontà libera, ma non poteva fare il male, perché poter fare il male è difetto, non perfezione della libertà.
92. Il Figliuolo di Dio e il Figliuolo di Maria, sono la medesima persona?

Il Figliuolo di Dio e il Figliuolo di Maria sono la medesima persona, cioè Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
93. Maria Vergine è Madre di Dio?

Si, Maria Vergine è Madre di Dio, perché è Madre di Gesù Cristo, che è vero Dio.
94. In qual modo Maria divenne Madre di Gesù Cristo?

Maria divenne Madre di Gesù Cristo unicamente per opera e virtù dello Spirito Santo.
95. È di fede che Maria fu sempre Vergine?

Si, è di fede che Maria santissima fu sempre Vergine, ed è chiamata la Vergine per eccellenza.



CAPO V.  Del quarto articolo.
96. Che cosa c'insegna il quarto articolo: Patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morto e sepolto?

Il quarto articolo del Credo c'insegna che Gesù Cristo per redimere il mondo col suo Sangue prezioso, patì sotto Ponzio Pilato governatore della Giudea, e morì sul legno della croce, dalla quale deposto, fu seppellito.
97. Che cosa vuoi dire la parola patì?

La parola patì esprime tutte le pene sofferte da Gesù Cristo nella sua passione.
98. Gesù Cristo patì come Dio, o come uomo?

Gesù Cristo patì come uomo solamente, perché come Dio non poteva né patire né morire.
99. Qual sorta di supplizio era quello della croce?

Il supplizio della croce era in quei tempi il più crudele e ignominioso di tutti i supplizi.
100. Chi fu che condannò Gesù Cristo ad essere crocifisso?

Colui che condannò Gesù Cristo ad essere crocifisso fu Ponzio Pilato governatore della Giudea, il quale aveva riconosciuta la innocenza di Lui; ma cedette vilmente alla minacciosa insistenza del popolo di Gerusalemme.
101. Non avrebbe potuto Gesù Cristo liberarsi dalle mani dei giudei e di Pilato?

Si, Gesù Cristo avrebbe potuto liberarsi dalle mani dei giudei e di Pilato, ma conoscendo che la volontà del suo Eterno Padre era che Egli patisse e morisse per la nostra salute, vi si sottomise volontariamente, anzi andò Egli stesso incontro a' suoi nemici, e si lasciò spontaneamente prendere e condurre alla morte.
102. Dove fu crocifisso Gesù Cristo?

Gesù Cristo fu crocifisso sul monte Calvario.
103. Che cosa operò Gesù Cristo sopra la croce?

Gesù Cristo sopra la croce pregò per i suoi nemici; diede per madre al discepolo san Giovanni e in persona di lui a noi tutti, la sua stessa madre Maria santissima: offrì la sua morte in sacrificio, e soddisfece alla giustizia di Dio per i peccati degli uomini.
104. Non sarebbe bastato che venisse un Angelo a soddisfare per noi?

No, non sarebbe bastato che venisse un Angelo a soddisfare per noi, perché l'offesa fatta a Dio per il peccato era, sotto un certo aspetto, infinita, e per soddisfarla si richiedeva una persona che avesse un merito infinito.
105. Per soddisfare alla divina Giustizia era necessario che Gesù Cristo fosse Dio e uomo insieme?

Si, bisognava che Gesù Cristo fosse uomo per poter patire e morire, e bisognava che fosse Dio perché i suoi patimenti fossero d' un valore infinito.
106. Perché era necessario che i meriti di Gesù Cristo fossero di un valore infinito?

Era necessario che i meriti di Gesù Cristo fossero di un valore infinito, perché la maestà di Dio, offesa col peccato, è infinita.
107. Era necessario che Gesù patisse tanto?

No, non era assolutamente necessario che Gesù patisse tanto, perché il minimo dei suoi patimenti sarebbe stato sufficiente alla nostra redenzione, essendo ciascun suo atto di infinito valore.
108. Perché dunque volle Gesù patir tanto?

Gesù volle patir tanto per soddisfare più abbondantemente alla divina giustizia, per di-mostrarci maggiormente il suo amore, e per ispirarci il più grande orrore al peccato.
109. Accaddero prodigi alla morte di Gesù?

Si, alla morte di Gesù si oscurò il sole, tremò la terrà, si aprirono i sepolcri e molti morti risuscitarono.
110. Dove fu sepolto il corpo di Gesù Cristo?

Il corpo di Gesù Cristo fu sepolto in un sepolcro nuovo, scavato nella pietra del monte, poco lontano dal luogo dove era stato crocifisso.
111. Nella morte di Gesù Cristo si separò la divinità dal corpo e dall'anima?

Nella morte di Gesù Cristo la divinità non si separò né dal corpo né dall'anima, ma solamente si separò l'anima dal corpo.
112. Per chi è morto Gesù Cristo?

Gesù Cristo é morto per la salute di tutti gli uomini ed ha soddisfatto per tutti.
113. Se Gesù Cristo è morto per la salute di tutti, perché non tutti si salvano?

Gesù Cristo é morto per tutti, ma non tutti si salvano, perché non tutti lo vogliono riconoscere, non tutti osservano la sua legge, non tutti si valgono dei mezzi di santificazione che ci ha lasciati.
114. Per essere salvi basta che Gesù Cristo sia morto per noi?

Per essere salvi non basta che Gesù Cristo sia morto per noi, ma é necessario che siano applicati a ciascun di noi il frutto e i meriti della sua passione e morte, il che avviene sopratutto per mezzo dei sacramenti istituiti a questo fine dal medesimo Gesù Cristo; e siccome molti o non ricevono i sacramenti o non li ricevono bene, perciò rendono a se stessi inutile la morte di Gesù Cristo.



CAPO VI.  Del quinto articolo.
115. Che cosa c'insegna il quinto articolo: Discese all'inferno, il terzo di risuscitò da morte?

Il quinto articolo del Credo c'insegna: che l'anima di Gesù Cristo, separata che fu dal corpo, andò al Limbo dei santi Padri, e che nel terzo giorno si unì di nuovo al corpo suo, per non separarsene mai più.
116. Che cosa s'intende qui per inferno?

Per inferno s'intende qui il Limbo dei santi Padri cioè quel luogo dove erano trattenute le anime dei giusti aspettando la redenzione di Gesù Cristo.
117. Perché le anime dei santi Padri non furono introdotte nel paradiso prima della morte di Gesù Cristo?

Le anime dei santi Padri non furono introdotte nel paradiso prima della morte di Gesù Cristo, perché pel peccato di Adamo il paradiso era chiuso, e conveniva che Gesù Cristo, il quale con la sua morte lo riaprì, fosse il primo ad entrarvi.
118. Perché Gesù Cristo volle differire sino al terzo giorno la propria risurrezione?

Gesù Cristo volle differire sino al terzo giorno la propria risurrezione per manifestare ad evidenza che era veramente morto.
119. La risurrezione di Gesù cristo fu simile alla risurrezione degli altri uomini risuscitati?

No, la risurrezione di Gesù Cristo non fu simile alla risurrezione degli altri uomini risuscitati, perché Gesù Cristo risuscitò per virtù propria, e gli altri furono risuscitati per virtù di Dio.



CAPO VII.  Del sesto articolo.
120. Che cosa c' insegna il sesto articolo: Salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente?

Il sesto articolo del Credo c'insegna che Gesù Cristo, quaranta giorni dopo la sua risurrezione, alla presenza de' suoi discepoli, ascese da se stesso al cielo, e che essendo, come Dio, eguale al Padre nella gloria, come uomo é stato innalzato sopra tutti gli Angeli e tutti i Santi, e costituito Signore di tutte le cose.
121. Perché Gesù Cristo dopo la sua risurrezione stette quaranta giorni sulle terra prima di salire al cielo?

Gesù Cristo dopo la sua risurrezione stette quaranta giorni sulla terra, prima di salire al cielo, per provare con varie apparizioni che era veramente risorto, e per istruire sempre più e confermare gli Apostoli nelle verità della fede.
122. Perché Gesù Cristo è salito al cielo?

Gesù Cristo è salito al cielo: 1.° per prendere possesso del suo regno meritato colla sua morte; 2.° per preparare il nostro posto di gloria e per essere nostro Mediatore ed Avvocato appresso il Padre; 3.° per mandare lo Spirito Santo a' suoi Apostoli.
123. Perché si dice di Gesù Cristo che salì al cielo, e della Madre sua santissima che fu assunta?

Si dice di Gesù Cristo che salì al cielo, e della Madre sua santissima che fu assunta, perché Gesù Cristo, essendo Uomo-Dio, per virtù propria salì al cielo, ma la Madre che era creatura, sebbene la più degna di tutte, salì al cielo per virtù di Dio.
124. Spiegatemi le parole; siede alla destra di Dio Padre onnipotente

La parola: siede significa il pacifico possesso, che Gesù Cristo ha della sua gloria, e le parole: alla destra di Dio Padre onnipotente esprimono che Egli ha il posto d'onore sopra tutte le creature.



CAPO VIII.  Del settimo articolo.
125. Che cosa c'insegna il settimo articolo: Di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti?

Il settimo, articolo del Credo c'insegna che alla fine del mondo Gesù Cristo pieno di gloria e maestà verrà dal cielo per giudicare tutti gli uomini, buoni e cattivi, e per dare a ciascuno il premio o la pena che avrà meritato.
126. Se ciascuno, subito dopo morte, dovrà essere giudicato da Gesù Cristo nel giudizio particolare, perché dovremo essere giudicati tutti nel giudizio universale?

Dovremo essere giudicati tutti nel giudizio universale per più ragioni: 1.° per gloria di Dio; 2.° per gloria di Gesù Cristo; 3.° per gloria dei Santi; 4.° per confusione dei cattivi; 5.° finalmente affinché il corpo abbia con l'anima la sua sentenza di premio o di pena.
127. Nel giudizio universale come si manifesterà la gloria di Dio?

Nel giudizio universale si manifesterà la gloria di Dio, perché tutti conosceranno con quanta giustizia Dio governi il mondo, sebbene ora si vedano qualche volta i buoni in afflizione e i cattivi in prosperità.
128. Nel giudizio universale come si manifesterà la gloria di Gesù Cristo?

Nel giudizio universale si manifesterà la gloria di Gesù Cristo, perché essendo Egli stato dagli uomini ingiustamente condannato, comparirà allora in faccia a tutto il mondo giudice supremo di tutti.
129. Nel giudizio universale come si manifesterà la gloria dei Santi?

Nel giudizio universale si manifesterà la gloria dei Santi, perché molti di essi, che sono morti disprezzati dai cattivi, saranno glorificati in presenza di tutto il mondo.
130. Nel giudizio universale quale sarà la confusione dei cattivi?

Nel giudizio universale la confusione dei cattivi sarà grandissima, massime per quelli che oppressero i giusti e per quelli che si studiarono in vita di essere stimati per uomini di virtù e bontà, vedendo manifestati a tutto il mondo i peccati da loro commessi, anche i più segreti.




CAPO IX.  Dell'ottavo articolo.
131. Che cosa c'insegna l'ottavo articolo: Io credo nello Spirito Santo?

L'ottavo articolo del Credo c' insegna che vi è lo Spirito Santo, terza Persona della santissima Trinità, che Egli è Dio eterno, infinito, onnipotente, Creatore e Signore di tutte le cose, come il Padre e il Figliuolo.
132. Da chi procede lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figliuolo per via di volontà e di amore, come da un solo principio.
133. Se il Figliuolo procede dal Padre, e lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figliuolo, pare che il Padre e il Figliuolo siano prima dello Spirito Santo: come dunque si dice che sono eterne tutte e tre le Persone?

Si dice che sono eterne tutte e tre le Persone, perché il Padre ab eterno ha generato il Figliuolo; e dal Padre e dal Figliuolo ab eterno procede lo Spirito Santo.
134. Perché la terza Persona della santissima Trinità si chiama particolarmente col nome di Spirito Santo?

La terza Persona della santissima Trinità si chiama particolarmente col nome di Spirito Santo perché Essa procede dal Padre e dal Figliuolo per modo di spirazione e d'amore.
135. Quale opera viene attribuita specialmente allo Spirito Santo?

Allo Spirito Santo viene attribuita specialmente la santificazione delle anime.
136. Il Padre e il Figliuolo ci santificano egualmente che lo Spirito Santo?

Sì, tutte e tre le divine Persone ci santificano egualmente.
137. Se così è, perché la santificazione delle anime si attribuisce in particolare allo Spirito Santo?

La santificazione delle anime si attribuisce in particolare allo Spirito Santo perché essa è opera d'amore, e le opere d' amore si attribuiscono allo Spirito Santo.
138. Quando discese lo Spirito Santo sopra gli Apostoli?

Lo Spirito Santo discese sopra gli Apostoli nel giorno della Pentecoste, cioè cinquanta giorni dopo la Risurrezione di Gesù Cristo, e dieci dopo la sua Ascensione.
139. Dov' erano gli Apostoli nei dieci giorni prima della Pentecoste?

Gli Apostoli erano riuniti nel cenacolo in compagnia di Maria Vergine e degli altri discepoli, e perseveravano nell'orazione, aspettando lo Spirito Santo, che Gesù Cristo aveva loro promesso.
140. Quali effetti produsse lo Spirito Santo negli Apostoli?

Lo Spirito Santo confermò nella fede gli Apostoli, li riempì di lumi, di forza, di carità e dell'abbondanza di tutti i suoi doni.
141. Lo Spirito Santo è egli stato mandato per i soli Apostoli?

Lo Spirito Santo è stato mandato per tutta la Chiesa, e per ogni anima fedele.
142. Che cosa opera lo Spirito Santo nella Chiesa?

Lo Spirito Santo, come l'anima nel corpo, vivifica la Chiesa con la sua grazia e coi suoi doni; vi stabilisce il regno della verità e dell'amore; e l'assiste perché conduca sicuramente i suoi figliuoli per la via del cielo.




CAPO X.  Del nono articolo.
1. - Della Chiesa in generale.
143. Che cosa c'insegna il nono articolo: la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi?

Il nono articolo del Credo c'insegna che Gesù Cristo ha fondato sulla terra una società visibile che si chiama Chiesa cattolica e che tutte le persone che fanno parte di questa Chiesa sono in comunione tra loro.
144. Perché dopo l'articolo che tratta dello Spirito Santo si parla subito della Chiesa cattolica?

Dopo l'articolo che tratta dello Spirito Santo si parla subito della Chiesa cattolica per indicare che tutta la santità della Chiesa medesima deriva dallo Spirito Santo, il quale è l'autore di ogni santità.
145. Che cosa vuoi dire questa parola Chiesa?

La parola Chiesa vuol dire convocazione o adunanza di molte persone.
146. Chi ci ha convocati o chiamati alla Chiesa di Gesù Cristo?

Noi siamo stati chiamati alla Chiesa di Gesù Cristo da una grazia particolare di Dio, affinché col lume della fede e l'osservanza della divina legge gli rendiamo il debito culto e perveniamo alla vita eterna.
147. Dove si trovano i membri della Chiesa?

I membri della Chiesa si trovano parte in cielo, e formano la Chiesa trionfante; parte nel purgatorio, e formano la Chiesa purgante; parte sulla terra e formano la Chiesa militante.
148. Queste diverse parti della Chiesa costituiscono una sola Chiesa?

Si, queste diverse parti della Chiesa costituiscono una sola Chiesa ed un solo corpo, perché hanno il medesimo capo che è Gesù Cristo, il medesimo spirito che le anima e le unisce, e il medesimo fine che è la felicità eterna, la quale si gode già dagli uni e si aspetta dagli altri.
149. A qual parte della Chiesa si riferisce principalmente questo nono articolo?

Questo nono articolo del Credo si riferisce principalmente alla Chiesa militante, che è la Chiesa nella quale noi siamo attualmente.


2. - Della Chiesa in particolare.

150. Che cosa è la Chiesa cattolica?

La Chiesa cattolica è la società o congregazione di tutti i battezzati che, vivendo sulla terra, professano la stessa fede e legge di Cristo, partecipano agli stessi sacramenti, e obbediscono ai legittimi Pastori, principalmente al Romano Pontefice.
151. Dite distintamente che cosa è necessario per esser membro della Chiesa?

Per esser membro della Chiesa è necessario esser battezzato, credere e professare la dottrina di Gesù Cristo, partecipare ai medesimi sacramenti, riconoscere il Papa e gli altri legittimi Pastori della Chiesa.
152. Chi sono i legittimi Pastori della Chiesa?

I legittimi Pastori della Chiesa, sono il Romano Pontefice, cioè il Papa, che è il Pastore universale, ed i Vescovi. Inoltre, sotto la dipendenza dei Vescovi e del Papa, hanno parte nell'officio di pastori gli altri sacerdoti e specialmente i parrochi.
153. Perché dite che il Romano Pontefice è il Pastore universale della Chiesa?

Perché Gesù Cristo disse a san Pietro, primo Papa: «Tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e darò a te le chiavi del regno de' cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato anche in cielo, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto anche in cielo». E gli disse ancora: «Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle».
154. Non appartengono dunque alla Chiesa di Gesù Cristo tante società di uomini battezzati che non riconoscono il Romano Pontefice per loro capo?

No, tutti coloro che non riconoscono il Romano Pontefice per loro capo, non appartengono alla Chiesa di Gesù Cristo.
155. Come si può distinguere la Chiesa di Gesù Cristo da tante società o sette fondate dagli uomini e che si dicono cristiane?

Da tante società o sette fondate dagli uomini, che si dicono cristiane, si può facilmente distinguere la vera Chiesa di Gesù Cristo per quattro contrassegni. Essa è Una, Santa, Cattolica e Apostolica.
156. Perché la Chiesa si dice Una?

La vera Chiesa si dice Una, perché i suoi figli, di qualunque tempo e luogo, sono uniti fra loro nella medesima fede, nel medesimo culto, nella medesima legge e nella partecipazione dei medesimi sacramenti, sotto un medesimo capo visibile, il Romano Pontefice.
157. Non vi potrebbero essere più Chiese?

No, non vi possono essere più Chiese, perché siccome vi è un solo Dio, una sola Fede e un solo Battesimo, così non vi è, e non vi può essere che una sola vera Chiesa.
158. Ma non si chiamano Chiese anche i fedeli uniti insieme di una nazione, o di una diocesi?

Si chiamano Chiese anche i fedeli uniti insieme di una nazione o di una diocesi, ma sono sempre porzioni della Chiesa universale e formano con essa una Chiesa sola.
159. Perché la vera Chiesa si dice Santa?

La vera Chiesa si dice Santa, perché santo è il suo capo invisibile, che è Gesù Cristo, santi sono molti suoi membri, santi sono la sua fede, la sua legge, i suoi sacramenti, e fuori di essa non vi è né vi può essere vera santità.
160. Perché la Chiesa si chiama Cattolica?

La vera Chiesa si chiama Cattolica, che vuoi dire universale, perché abbraccia i fedeli di tutti i tempi, di tutti i luoghi, di ogni età e condizione, e tutti gli uomini del mondo sono chiamati a farne parte.
161. Perché la Chiesa si chiama inoltre Apostolica?

La vera Chiesa si chiama inoltre Apostolica, perché rimonta senza interruzione fino agli Apostoli; perché crede ed insegna tutto ciò che hanno creduto e insegnato gli Apostoli; e perché è guidata e governata dai loro legittimi successori.
162. E perché la vera Chiesa si chiama anche Romana?

La vera Chiesa si chiama anche Romana, perché i quattro caratteri dell'unità, santità, cattolicità e apostolicità si riscontrano solo nella Chiesa che riconosce per capo il Vescovo di Roma, successore di san Pietro.
163. Come è costituita la Chiesa di Gesù Cristo?

La Chiesa di Gesù Cristo è costituita come una vera e perfetta società; ed in essa, come in una persona morale possiamo distinguere l'anima e il corpo.
164. In che consiste l'anima della Chiesa?

L'anima della Chiesa consiste in ciò che essa ha d'interno e spirituale, cioè la fede, la speranza, la carità, i doni della grazia e dello Spirito Santo e tutti i celesti tesori che le sono derivati pei meriti di Cristo Redentore e dei Santi.
165. Il corpo della Chiesa in che consiste?

Il corpo della Chiesa consiste in ciò che essa ha di visibile e di esterno, sia nella associazione dei congregati, sia nel culto e nel ministero d'insegnamento, sia nel suo esterno ordine e governo.
166. Per salvarsi basta l'essere comunque membro della Chiesa cattolica?

No, non basta per salvarsi l'essere comunque membro della Chiesa cattolica, ma bisogna esserne membro vivo.
167. Quali sono i membri vivi della Chiesa?

I membri vivi della Chiesa sono tutti e solamente i giusti, quelli cioè, che sono attualmente in grazia di Dio.
168. E quali ne sono i membri morti?

Membri morti della Chiesa sono i fedeli che trovansi in peccato mortale.
169. Può alcuno salvarsi fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana?

No, fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana nessuno può salvarsi, come niuno poté salvarsi dal diluvio fuori dell'Arca di Noè, che era figura di questa Chiesa.
170. Come dunque si sono salvati gli antichi Patriarchi, i Profeti e tutti gli altri giusti dell'antico Testamento?

Tutti i giusti dell'antico Testamento si sono salvati in virtù della fede che avevano in Cristo venturo, per mezzo della quale essi già appartenevano spiritualmente a questa Chiesa.
171. Ma chi si trovasse, senza sua colpa, fuori della Chiesa, potrebbe salvarsi?

Chi, trovandosi senza sua colpa, ossia in buona fede, fuori della Chiesa, avesse ricevuto il Battesimo, o ne avesse il desiderio almeno implicito; cercasse inoltre sinceramente la verità e compisse la volontà di Dio come meglio può; benché separato dal corpo della Chiesa, sarebbe unito all'anima di lei e quindi in via di salute.
172. E chi essendo pur membro della Chiesa cattolica non mettesse in pratica gl'insegnamenti di essa, si salverebbe?

Chi, essendo pur membro della Chiesa cattolica, non mettesse in pratica gli insegnamenti di essa, ne sarebbe membro morto e perciò non si salverebbe, perché per la salute di un adulto si richiede non solo il battesimo e la fede, ma le opere altresì conformi alla fede.
173. Siamo noi obbligati a credere tutte le verità che la Chiesa c'insegna?

Si, noi siamo obbligati a credere tutte le verità che la Chiesa c'insegna, e Gesù Cristo dichiara che chi non crede è già condannato.
174. Siamo altresì obbligati a fare tutto quello che la Chiesa comanda?

Si, siamo obbligati a fare tutto quello che la Chiesa comanda, perché Gesù Cristo ha detto ai Pastori della Chiesa: «Chi ascolta voi, ascolta me, e chi disprezza voi, disprezza me».
175. Può sbagliare la Chiesa nelle cose che ci propone a credere?

No, nelle cose che ci propone a credere, la Chiesa non può sbagliare, perché secondo la promessa di Gesù Cristo ella è perennemente assistita dallo Spirito Santo.
176. La Chiesa cattolica è dunque infallibile?

Si, la Chiesa cattolica è infallibile, epperò quelli che rifiutano le sue definizioni perdono la fede e diventano eretici.
177. La Chiesa cattolica può essere distrutta o perire?

No; la Chiesa cattolica può essere perseguitata, ma non può essere distrutta, né perire. Ella durerà sino alla fine del mondo, perché sino alla fine del mondo Gesù Cristo sarà con lei, come ha promesso.
178. Perché è tanto perseguitata la Chiesa cattolica?

La Chiesa cattolica è tanto perseguitata perché fu cosi perseguitato anche il suo divin Fondatore e, perché riprova i vizi, combatte le passioni e condanna tutte le ingiustizie e tutti gli errori.
179. Vi sono altri doveri dei cattolici verso la Chiesa?

Ogni cattolico deve avere per la Chiesa un amore illimitato, riputarsi infinitamente onorato e felice di appartenerle, e adoprarsi alla gloria e all' incremento di lei con tutti quei mezzi che sono in suo potere.


2. - Della Chiesa docente e della Chiesa discente.

180. Vi è distinzione alcuna fra i membri che compongono la Chiesa?

Fra i membri che compongono la Chiesa vi è distinzione notevolissima, perché vi è chi comanda e chi obbedisce, chi ammaestra e chi è ammaestrato.
181. come si chiama quella parte della Chiesa che ammaestra?

La parte della Chiesa che ammaestra si chiama docente ossia insegnante.
182. La parte della Chiesa che viene ammaestrata come si chiama?

La parte della Chiesa che viene ammaestrata si chiama discente.
183. Chi ha stabilito questa distinzione nella Chiesa?

Questa distinzione nella Chiesa 1' ha stabilita Gesù Cristo medesimo.
184. La Chiesa docente e la Chiesa discente sono dunque due Chiese distinte?

La Chiesa docente e la Chiesa discente sono due parti distinte di una sola e medesima Chiesa come nel corpo umano il capo è distinto dalle altre membra e tuttavia forma con esse un corpo solo.
185. Di chi si compone la Chiesa docente?

La Chiesa docente si compone di tutti i Vescovi con a capo il Romano Pontefice, sia che si trovino dispersi, sia che si trovino congregati in Concilio.
186. E la Chiesa discente di chi è composta?

La Chiesa discente è composta di tutti i fedeli.
187. Quali persone adunque hanno nella Chiesa l'autorità d'insegnare?

L'autorità d'insegnare nella Chiesa l'hanno il Papa e i Vescovi, e sotto la loro dipendenza, gli altri sacri ministri.
188. Siamo noi obbligati ad ascoltare la Chiesa docente?

Si, senza dubbio, siamo tutti obbligati ad ascoltare la Chiesa docente sotto pena di eterna condanna, perché Gesù Cristo disse ai Pastori della Chiesa, nella persona degli Apostoli: «Chi ascolta voi, ascolta me, e chi disprezza voi disprezza me».
189. Oltre l'autorità d'insegnare, ha la Chiesa qualche altro potere?

Si, oltre l'autorità d'insegnare, la Chiesa ha specialmente il potere di amministrare le cose sante, di far leggi e di esigerne l'osservanza.
190. Il potere che hanno i membri della gerarchia ecclesiastica viene dal popolo?

Il potere che hanno i membri della gerarchia ecclesiastica non viene dal popolo, e sarebbe eresia il dirlo, ma viene unicamente da Dio.
191. A chi spetta l'esercizio di questi poteri?

L'esercizio di questi poteri spetta unicamente al ceto gerarchico, vale a dire al Papa e ai Vescovi a lui subordinati.


4. - Del Papa e dei Vescovi.

192. Chi è il Papa?

Il Papa, che noi chiamiamo pure il Sommo Pontefice, o anche il Romano Pontefice, è il successore di san Pietro nella Cattedra di Roma, il Vicario di Gesù Cristo sulla terra e il capo visibile della Chiesa.
193. Perché il Romano Pontefice è successore di san Pietro?

Il Romano Pontefice è successore di S. Pietro, perché S. Pietro nella sua persona riunì la dignità di Vescovo di Roma e di capo della Chiesa; stabilì in Roma per divina disposizione la sua sede e ivi morì, perciò chi viene eletto vescovo di Roma è anche l'erede di tutta la sua autorità.
194. Perché il Romano Pontefice è il Vicario di Gesù Cristo?

Il Romano Pontefice è il Vicario di Gesù Cristo, perché lo rappresenta sopra la terra e ne fa le veci nel governo della Chiesa.
195. Perché il Romano Pontefice è capo visibile della Chiesa?

Il Romano Pontefice è il capo visibile della Chiesa, perché egli la regge visibilmente coll'autorità medesima di Gesù Cristo, che ne è il capo invisibile.
196. Qual'è dunque la dignità del Papa?

La dignità del Papa è la massima fra tutte le dignità della terra, e gli dà potere supremo ed immediato sopra tutti e singoli i Pastori e i fedeli.
197. Può errare il Papa nell'ammaestrare la Chiesa?

Il Papa non può errare, ossia è infallibile nelle definizioni che riguardano la fede e i costumi.
198. Per qual motivo il Papa è infallibile?

Il Papa è infallibile per la promessa di Gesù Cristo e per la continua assistenza dello Spirito Santo.
199. Quando è che il Papa è infallibile?

Il Papa è infallibile allora soltanto che nella sua qualità di Pastore e Maestro di tutti i cristiani, in virtù della suprema sua apostolica autorità, definisce una dottrina intorno alla fede o ai costumi da tenersi da tutta la Chiesa.
200. Chi non credesse alle solenni definizioni del Papa, quali peccato commetterebbe?

Chi non credesse alle definizioni solenni del Papa, o anche solo ne dubitasse, peccherebbe contro la fede, e se rimanesse ostinato in questa incredulità, non sarebbe più cattolico, ma eretico.
201. Per qual fine Dio ha concesso al Papa il dono della infallibilità?

Dio ha concesso al Papa il dono della infallibilità affinché tutti siamo certi e sicuri della verità che la Chiesa insegna.
202. Quando fu definito che il Papa è infallibile?

Che il Papa è infallibile fu definito dalla Chiesa nel Concilio Vaticano, e se alcuno presumesse di contraddire a questa definizione sarebbe eretico e scomunicato.
203. La Chiesa nel definire che il Papa è infallibile ha forse stabilito una nuova verità di fede?

No, la Chiesa nel definire che il Papa è infallibile non ha stabilito una nuova verità di fede, ma solo, per opporsi a nuovi errori, ha definito che l'infallibilità del Papa, contenuta già nella Sacra Scrittura e nella Tradizione, è una verità rivelata da Dio, e quindi da credersi come dogma o articolo di fede.
204. Come deve comportarsi ogni cattolico verso il Papa?

Ogni cattolico deve riconoscere il Papa, qual Padre, Pastore e Maestro universale e stare a lui unito di mente e di cuore.
205. Dopo il Papa, quali sono per divina istituzione i personaggi più venerandi nella Chiesa?

Dopo il Papa, per divina istituzione i personaggi più venerandi della Chiesa sono i Vescovi.
206. Chi sono i Vescovi?

I Vescovi sono i pastori dei fedeli, posti dallo Spirito Santo a reggere la Chiesa di Dio nelle sedi a loro affidate, sotto la dipendenza del Romano Pontefice.
207. Che cosa è il Vescovo nella propria diocesi?

Il Vescovo nella propria diocesi è il Pastore legittimo, il Padre, il Maestro, il superiore di tutti i fedeli, ecclesiastici e laici, che appartengono alla diocesi stessa.
208. Perché il Vescovo si chiama Pastore legittimo?

Il Vescovo si chiama Pastore legittimo perché la giurisdizione, ossia il potere che ha di governare i fedeli della propria diocesi, gli è stato conferito secondo le norme e le leggi della Chiesa.
209. Di chi sono successori il Papa ei Vescovi?

Il Papa è il successore di S. Pietro principe degli Apostoli, e i Vescovi sono i successori degli Apostoli, in ciò che riguarda il governo ordinario della Chiesa.
210. Deve il fedele stare unito al proprio vescovo?

Si, ogni fedele, ecclesiastico e laico, deve stare unito di mente e di cuore al proprio Vescovo in grazia e comunione con la Sede Apostolica.
211. Come deve comportarsi il fedele col proprio Vescovo?

Ogni fedele, ecclesiastico e laico, deve riverire, amare e onorare il proprio Vescovo, e prestargli obbedienza in tutto ciò che si riferisce alla cura delle anime e al governo spirituale della diocesi.
212. Da chi è aiutato il Vescovo nella cura delle anime?

Il Vescovo nella cura delle anime è aiutato dai sacerdoti, e principalmente dai parrochi.
213. Chi è il Parroco?

Il Parroco è un sacerdote deputato a presiedere e dirigere, sotto la dipendenza del Vescovo, una porzione della diocesi che chiamasi parrocchia.
214. Quali doveri hanno i fedeli verso il loro parroco?

I fedeli devono tenersi uniti al loro parroco, ascoltarlo docilmente e professargli rispetto e sommissione in tutto ciò che riguarda la cura della parrocchia.


5. - Della comunione dei santi.

215. Che cosa c'insegna il nono articolo del Credo con quelle parole: la comunione dei santi?

Con le parole: la comunione dei santi, il nono articolo del Credo c'insegna che nella Chiesa, per 1' intima unione che esiste tra tutti i suoi membri, sono comuni i beni spirituali, così interni come esterni, che le appartengono.
216. Quali sono nella Chiesa i beni comuni interni?

I beni comuni interni nella Chiesa sono: la grazia che si riceve nei sacramenti, la fede, la speranza, la carità, i meriti infiniti di Gesù Cristo, i meriti sovrabbondanti della Vergine e dei Santi, e il frutto di tutte le opere buone che in essa Chiesa si fanno.
217. Quali sono i beni esterni comuni nella Chiesa?

I beni esterni comuni nella Chiesa sono: i sacramenti, il sacrificio della santa Messa, le pubbliche preghiere, le funzioni religiose e tutte le altre pratiche esteriori che uniscono insieme i fedeli.
218. In questa comunione di beni entrano tutti i figli della Chiesa?

Nella comunione dei beni interni entrano i cristiani, i quali sono in grazia di Dio; quelli poi che sono in peccato mortale non partecipano di questi beni.
219. Perché non partecipano di questi beni quelli che sono in peccato mortale?

Perché la grazia di Dio é quella che unisce i fedeli con Dio e tra loro: e perciò quelli che sono in peccato mortale, essendo senza la grazia di Dio, sono esclusi dalla comunione dei beni spirituali.
220. Dunque i cristiani che sono in peccato mortale non hanno alcun vantaggio dai beni interni e spirituali della Chiesa?

I cristiani che sono in peccato mortale hanno ancora qualche vantaggio dai beni interni e spirituali della Chiesa de' quali son privi, in quanto essi conservano il carattere del cristiano che è indelebile, e sono aiutati dalle orazioni e dalle buone opere dei fedeli ad ottenere la grazia di convertirsi a Dio.
221. Quelli che sono in peccato mortale possono partecipare dei beni esterni della Chiesa?

Quelli che sono in peccato mortale possono partecipare dei beni esterni della Chiesa, se pure non siano separati dalla Chiesa con la scomunica.
222. Perché i membri di questa comunione presi insieme, si chiamano santi?

I membri di questa comunione si chiamano santi perché tutti sono chiamati alla santità e furono santificati per mezzo del Battesimo, e molti di essi sono già pervenuti alla perfetta santità.
223. La comunione dei santi si estende ella anche al cielo e al purgatorio?

Si, la comunione dei santi si estende anche al cielo e al purgatorio, perché la carità unisce le tre Chiese: trionfante, purgante e militante; e i Santi pregano Iddio per noi e per le anime del purgatorio, e noi diamo onore e gloria ai Santi e possiamo sollevare le anime del purgatorio, applicando in loro suffragio Messe, elemosine, indulgenze e altre opere buone.


6. - Di coloro che sono fuori della Chiesa.

224. Chi sotto quelli che non appartengono alla comunione dei santi?

Non appartengono alla comunione dei santi nell'altra vita i dannati ed in questa coloro che si trovano fuori della vera Chiesa.
225. Chi sono quelli che si trovano fuori della vera Chiesa?

Si trovano fuori della vera Chiesa gli infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.
226. Chi sono gl'infedeli?

Gl'infedeli sono quelli che non hanno il Battesimo e non credono in Gesù Cristo; sia perché credono e adorano false divinità, come gl' idolatri; sia perché pure ammettendo l'unico vero Dio, non credono in Cristo Messia; né come venuto nella persona di Gesù Cristo, né come venturo, tali sono i maomettani ed altri somiglianti.
227. Chi sono gli ebrei?

Gli ebrei sono quelli che professano la legge di Mosè; non hanno ricevuto il battesimo e non credono in Gesù Cristo.
228. Chi sono gli eretici?

Gli eretici sono i battezzati che ricusano con pertinacia di credere qualche verità rivelata da Dio e insegnata come di fede dalla Chiesa cattolica, per esempio gli ariani, i nestoriani, e le varie sette dei protestanti.
229. Chi sono gli apostati?

Gli apostati sono coloro che abiurano, ossia rinnegano con atto esterno la fede cattolica, che prima professavano.
230. Chi sono gli scismatici?

Gli scismatici sono i cristiani che, non negando esplicitamente alcun dogma, si separano volontariamente dalla Chiesa di Gesù Cristo, ossia dai legittimi pastori.
231. Chi sono gli scomunicati?

Gli scomunicati sono quelli che per mancanze gravissime vengono colpiti di scomunica dal Papa, o dal Vescovo, e sono quindi, siccome indegni, separati dal corpo della Chiesa, la quale aspetta e desidera la loro conversione.
232. Si deve temere la scomunica?

La scomunica si deve temere grandemente, perché è la pena più grave e più terribile che la Chiesa possa infliggere a' suoi figli ribelli ed ostinati.
233. Di quali beni rimangono privi gli scomunicati?

Gli scomunicati rimangono privi delle preghiere pubbliche, dei sacramenti, delle indulgenze e della sepoltura ecclesiastica.
234. Possiamo noi giovare in qualche modo agli scomunicati?

Noi possiamo giovare in qualche modo agli scomunicati e a tutti gli altri che sono fuori della vera Chiesa, con salutari avvisi, colle orazioni e colle buone opere, supplicando Iddio che per sua misericordia conceda loro la grazia di convertirsi alla fede e di entrare nella comunione dei Santi.



CAPO XI.  Del decimo articolo.
235. Che cosa ci insegna il decimo articolo: La remissione dei peccati?

Il decimo articolo del Credo c'insegna che Gesù Cristo ha lasciato alla sua Chiesa la potestà di rimettere i peccati.
236. La Chiesa può rimettere ogni sorta di peccati?

Si, la Chiesa può rimettere tutti i peccati per quanto siano molti e gravi, perché Gesù Cristo le ha data piena potestà di sciogliere e legare.
237. Chi sono coloro che nella Chiesa esercitano questa potestà di rimettere i peccati?

Coloro che nella Chiesa esercitano la potestà di rimettere i peccati sono in primo luogo il Papa, il quale solo possiede la pienezza ditale potestà; poi i Vescovi, e, sotto la dipendenza dei Vescovi, i sacerdoti.
238. Come rimette la Chiesa i peccati?

La Chiesa rimette i peccati pei meriti di Gesù Cristo, conferendo i sacramenti da esso istituiti a questo fine, principalmente il Battesimo e la Penitenza.





CAPO XII.  Dell'undecimo articolo.
239. Che cosa c'insegna l'undecimo articolo: La risurrezione della carne?

L' undecimo articolo del Credo c'insegna che tutti gli uomini risusciteranno, ripigliando ogni anima il corpo che ebbe in questa Vita.
240. Come avverrà la risurrezione dei morti?

La risurrezione dei morti avverrà per virtù di Dio onnipotente, a cui nulla è impossibile.
241. Quando avverrà la risurrezione dei morti?

La risurrezione di tutti i morti avverrà alla fine del mondo, e allora seguirà il giudizio universale.
242. Perché vuole Iddio la risurrezione dei corpi?

Dio vuole la risurrezione dei corpi, perché, avendo l'anima operato il bene o il male unita al corpo, sia ancora insieme con esso premiata o punita.
243. Gli uomini risorgeranno tutti alla stessa maniera?

No, vi sarà grandissima differenza tra i corpi degli eletti e i corpi dei dannati, perché i soli corpi degli eletti, avranno a somiglianza di Gesù Cristo risorto le doti dei corpi gloriosi.
244. Quali sono queste doti che adorneranno i corpi degli eletti?

Le doti che adorneranno i corpi gloriosi degli eletti sono: 1.° la impassibilità, per cui non potranno più essere soggetti a mali, a dolori di veruna sorta, né a bisogno di cibo, di riposo o d'altro; 2.° la chiarezza, per cui risplenderanno a guisa del sole e d'altrettante stelle; 3.° l'agilità per cui potranno passare in un momento e senza fatica da un luogo all' altro e dalla terra al cielo; 4.° la sottigliezza, per cui senza ostacolo potranno penetrare qualunque corpo, come fece Gesù Cristo risorto.
245. I corpi dei dannati come saranno?

I corpi dei dannati saranno privi delle doti dei corpi gloriosi dei Beati, e porteranno l'orribile marchio dell'eterna riprovazione.


CAPO XIII.  Del dodicesimo articolo.
246. Che cosa c'insegna l'ultimo articolo: La vita eterna?

L'ultimo articolo del Credo c'insegna che dopo la vita presente vi è un' altra vita o eternamente beata per gli eletti in paradiso, o eternamente infelice pei dannati all'inferno.
247. Possiamo noi comprendere la felicità del paradiso?

No, noi non possiamo comprendere la felicità del paradiso, perché supera le cognizioni della nostra mente limitata, e perché i beni del cielo non possono paragonarsi ai beni di questo mondo.
248. In che consiste la felicità degli eletti?

La felicità degli eletti consiste nel vedere, amare e possedere per sempre Dio, fonte di ogni bene.
249. In che consiste la infelicità dei dannati?

L'infelicità dei dannati consiste nell'essere sempre privi della vista di Dio e puniti da eterni tormenti nell'inferno.
250. I beni del paradiso e i mali dell'inferno sono solamente per le anime?

I beni del paradiso e i mali dell'inferno sono adesso solamente per le anime, perché solo le anime sono adesso in paradiso o nell'inferno; ma dopo la risurrezione della carne, gli uomini, nella pienezza di loro natura, cioè in anima e in corpo, saranno o felici o tormentati per sempre.
251. Saranno uguali per i beati i beni del paradiso, e per i dannati i mali dell'inferno?

I beni del paradiso per i beati, e i mali dell'inferno per i dannati, saranno uguali nella sostanza e nella eterna durata; ma nella misura, ossia nei gradi, saranno maggiori o minori, secondo i meriti, o demeriti di ciascuno.
252. Che vuoi dire la parola Amen in fine del Credo?

La parola Amen in fine delle preghiere significa: Così sia; in fine del Credo significa: Cosi è; vale a dire: credo essere verissimo tutto quello che in questi dodici articoli si contiene, ed io ne sono più certo che se lo vedessi cogli occhi miei.



  www.maranatha.it    

SESTRI LEVANTE (Genoa) Italy  

  

 

      






Il Catechismo Maggiore di San Pio X
CATECHISMO MAGGIORE


PARTE QUINTA

DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE

    COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO




CAPO I.  Delle virtù principali.
1. - Delle virtù teologali.
856. Che cosa è la virtù?

La virtù è una qualità dell'anima, per la quale si ha propensione, facilità e prontezza a conoscere ed operare il bene.
857. Quante sono le principali virtù soprannaturali?

Le principali virtù soprannaturali sono sette: cioè tre teologali e quattro cardinali.
858. Quali sono le virtù teologali?

Le virtù teologali sono: la Fede, la Speranza e la Carità.
859. Perché la Fede, la Speranza e la Carità si chiamano virtù teologali?

La Fede, la Speranza e la Carità si chiamano virtù teologali, perché hanno Dio per oggetto immediato e principale, e ci sono infuse da Lui.
860. In qual modo le virtù teologali hanno Dio per oggetto immediato?

Le virtù teologali hanno Dio per oggetto immediato, perché con la Fede noi crediamo in Dio, e crediamo tutto ciò che Egli ha rivelato; con la Speranza speriamo di possedere Dio; con la Carità amiamo Dio e in Lui amiamo noi stessi e il prossimo.
861. Quando è che Dio ci infonde nell'anima le virtù teologali?

Iddio per sua bontà ci infonde nell'anima le virtù teologali quando ci adorna della sua grazia santificante, e perciò quando ricevemmo il Battesimo fummo arricchiti di queste virtù, e con esse, dei doni dello Spirito Santo.
862. Basta per salvarsi, aver ricevuto nel Battesimo le virtù teologali?

Per chi ha l'uso della ragione, non basta aver ricevuto nel Battesimo le virtù teologali; ma è necessario farne spesso gli atti.
863. Quando siamo obbligati di fare gli atti di Fede, di Speranza e di Carità?

Siamo obbligati di fare gli atti di Fede, di Speranza e di Carità:

    giunti all'uso della ragione;

    spesse volte nel decorso della vita;

    in pericolo di morte.


2. - Della fede.

864. Che cosa è la Fede?

La Fede e una virtù soprannaturale, infusa da Dio nell'anima nostra, per la quale noi, appoggiati all'autorità di Dio stesso, crediamo esser vero tutto quello che Egli ha rivelato, e che per mezzo della Chiesa ci propone a credere.
865. In quale maniera sappiamo noi le verità rivelate da Dio?

Noi sappiamo le verità rivelate da Dio per mezzo della santa Chiesa che è infallibile; cioè, per mezzo del Papa, successore di san Pietro e per mezzo dei Vescovi successori degli Apostoli, i quali furono ammaestrati da Gesù Cristo medesimo.
866. Siamo noi sicuri di quelle cose che la santa Chiesa c'insegna?

Di quelle cose che la santa Chiesa c'insegna, noi siamo sicurissimi, perché Gesù Cristo ha impegnato la sua parola, che la Chiesa non si sarebbe mai ingannata.
867. Con qual peccato si perde la Fede?

La Fede si perde con negare o dubitare volontariamente anche di un solo articolo propostoci a credere.
868. Come si riacquista la Fede perduta?

La Fede perduta si riacquista con pentirsi del peccato commesso e con credere di nuovo tutto quello che crede la santa Chiesa.


3. - Dei misteri.
869. Possiamo noi capire tulle le verità della Fede?

No, noi non possiamo capire tutte le verità della Fede, perché alcune di queste verità sono misteri.
870. Che cosa sono i misteri?

I misteri sono verità superiori alla ragione, che noi dobbiamo credere quantunque non le possiamo comprendere.
871. Perché dobbiamo credere i misteri?

Dobbiamo credere i misteri, perché li ha rivelati Iddio, il quale essendo Verità e Bontà infinita, non può né ingannarsi né ingannare.
872. I misteri sono essi contrari alla ragione?

I misteri sono superiori, ma non contrari alla ragione; è anzi la stessa ragione che ci persuade ad ammettere i misteri.
873. Perché i misteri non possono essere contrari alla ragione?

I misteri non possono essere contrari alla ragione, perché è lo stesso Dio che ci ha dato il lume della ragione e rivelato i misteri, né Egli può contraddire a se stesso.


4. - Della Sacra Scrittura.
874. Dove si contengono le verità che Dio ha rivelato?

Le verità che Dio ha rivelato si contengono nella Sacra Scrittura e nella Tradizione.
875. Che cosa è la Sacra Scrittura?

La Sacra Scrittura è la collezione dei libri scritti dai Profeti ed Agiografi, dagli Apostoli, e dagli Evangelisti per ispirazione dello Spirito Santo, e ricevuti dalla Chiesa come ispirati.
876. In quante parti si divide la Sacra Scrittura?

La Sacra Scrittura si divide in due parti: nell'antico e nel nuovo Testamento.
877. Che cosa contiene l'antico Testamento?

L'antico Testamento contiene i libri ispirati, scritti innanzi alla venuta di Gesù Cristo.
878. Che cosa contiene il nuovo Testamento?

Il nuovo Testamento contiene i libri ispirati, scritti dopo la venuta di Gesù Cristo.
879. Con qual nome si chiama comunemente la Sacra Scrittura?

La Sacra Scrittura chiamasi comunemente col nome di Sacra Bibbia.
880. Che cosa vuol dire la parola Bibbia?

La parola Bibbia vuol dire la collezione dei libri santi, il libro per eccellenza, il libro dei libri, il libro ispirato da Dio.
881. Perché la Sacra Scrittura dicesi il libro per eccellenza?

La Sacra Scrittura dicesi il libro per eccellenza, a motivo dell'eccellenza della materia di cui tratta e dell'Autore della medesima.
882. Non vi può essere errore nella Sacra Scrittura? [1]

Nella Sacra Scrittura non vi può essere errore alcuno, perché, essendo tutta ispirata, autore di tutte le sue parti è Dio medesimo. Ciò non toglie che nelle copie e traduzioni della stessa possa essere occorso qualche sbaglio o dei copisti o dei traduttori. Però nelle edizioni rivedute ed approvate dalla Chiesa cattolica non vi può essere errore in ciò che riguarda la fede o la morale.
883. È necessaria a tutti i cristiani la lettura della Bibbia?

La lettura della Bibbia non è necessaria a tutti i cristiani, ammaestrati come sono dalla Chiesa, ma però è molto utile e raccomandata a tutti.
884. Si può leggere qualunque traduzione volgare della Bibbia?

Si possono leggere quelle traduzioni volgari della Bibbia, che sono riconosciute fedeli dalla Chiesa cattolica, e sono accompagnate da spiegazioni approvate dalla Chiesa medesima.
885. Perché si possono leggere le sole traduzioni della Bibbia, che sono approvate dalla Chiesa?

Si possono leggere le sole traduzioni della Bibbia che sono approvate dalla Chiesa, perché essa sola è legittima custode della Bibbia.
886. Per mezzo di chi possiamo noi conoscere il vero senso delle Sacre Scritture?

Il vero senso delle Sacre Scritture noi possiamo conoscerlo solo per mezzo della Chiesa, perché solo la Chiesa non può errare nell'interpretarle.
887. Che dovrebbe fare il cristiano se gli venisse offerta la Bibbia da un protestante o da qualche emissario dei protestanti?

Se ad un cristiano venisse offerta la Bibbia da un protestante, o da qualche emissario dei protestanti, egli dovrebbe rigettarla con orrore, perché proibita dalla Chiesa; che se l'avesse ricevuta senza badarvi, dovrebbe tosto gettarla alle fiamme, o consegnarla al proprio parroco.
888. Perché la Chiesa proibisce le Bibbie protestanti?

La Chiesa proibisce la Bibbie protestanti perché o sono alterate e contengono errori, oppure, mancando della sua approvazione e delle note dichiarative dei sensi oscuri, possono nuocere alla Fede. Per questo la Chiesa proibisce eziandio le traduzioni della Sacra Scrittura già approvate da essa, ma ristampate senza le spiegazioni dalla medesima approvate.


5. - Della Tradizione.
889. Ditemi: che cosa è la Tradizione?

La Tradizione è la parola di Dio non scritta, ma comunicata a viva voce da Gesù Cristo dagli Apostoli, e giunta inalterata, di secolo in secolo per mezzo della Chiesa fino a noi.
890. Dove si contengono gl' insegnamenti della Tradizione?

Gl' insegnamenti della Tradizione si contengono principalmente nei decreti dei Concilî, negli scritti dei santi Padri, negli atti della Santa Sede, nelle parole e negli usi della sacra Liturgia.
891. In qual conto si deve tenere la Tradizione?

La Tradizione si deve tenere in quel medesimo conto in che si tiene la parola di Dio rivelata, contenuta nella Sacra Scrittura.


6. - Della Speranza.

892. Che cosa è la Speranza?

La Speranza è una virtù soprannaturale, infusa da Dio nell'anima nostra, per la quale desideriamo ed aspettiamo la vita eterna che Dio ha promesso ai suoi servi, e gli aiuti necessari per ottenerla.
893. Per qual motivo dobbiamo noi sperare da Dio il paradiso e gli aiuti necessari per conseguirlo?

Noi dobbiamo sperare da Dio il paradiso e gli aiuti necessari per conseguirlo, perché Dio misericordiosissimo, pei meriti di N. S. Gesù Cristo, Io ha promesso a chi lo serve di cuore; ed essendo fedelissimo ed onnipotente, mantiene sempre la sua promessa.
894. Quali sono le condizioni necessarie per ottenere il paradiso?

Le condizioni necessarie per ottenere il paradiso, sono la grazia di Dio, l'esercizio delle buone opere e la perseveranza nel santo amore di Lui fino alla morte.
895. Come si perde la speranza?

Si perde la Speranza ogni qual volta si perde la Fede: si perde ancora per il peccato di disperazione o di presunzione.
896. Come si riacquista la Speranza perduta?

La Speranza perduta si riacquista con pentirsi del peccato commesso, eccitando di nuovo la fiducia nella bontà divina.


7. - Della Carità.
897. Che cosa è la Carità?

La Carità è una virtù soprannaturale, infusa da Dio nell'anima nostra, per la quale amiamo Dio per se stesso sopra ogni cosa, e il prossimo come noi stessi per amor di Dio.
898. Per quali motivi dobbiamo noi amare Dio?

Noi dobbiamo amare Iddio perché Egli e il sommo bene, infinitamente buono e perfetto; e inoltre per il comando che Egli ce ne fa, e per i tanti benefici che da Lui riceviamo.
899. Come si deve amare Iddio?

Dio si deve amare sopra tutte le cose, con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l'anima e con tutte le forze.
900. Che vuol dire amare Iddio sopra tutte le cose?

Amare Iddio sopra tutte le cose vuol dire preferirlo a tutte le creature più care e più perfette, ed essere disposti a perdere tutto piuttosto che offenderlo e cessare di amarlo.
901. Che vuol dire amare Iddio con tutto il cuore?

Amare Iddio con tutto il cuore vuoi dire consacrare a Lui tutti i nostri affetti.
902. Che vuol dire amare Iddio con tutta la mente?

Amare Iddio con tutta la mente vuoi dire indirizzare a Lui tutti i nostri pensieri.
903. Che vuol dire amare Iddio con tutta l'anima?

Amare Iddio con tutta l'anima vuol dire consacrare a Lui l'uso di tutte le potenze dell, anima nostra.
904. Che vuoi dire amare Iddio con tutte le nostre forze?

Amare Iddio con tutte le nostre forze vuoi dire procurare di crescere sempre più nell'amore di Lui e fare in modo che tutte le nostre azioni abbiano per motivo e per fine l'amore di Lui, ed il desiderio di piacergli.
905. Perché dobbiamo noi amare il prossimo?

Noi dobbiamo amare il prossimo per amor di Dio, perché Egli ce lo comanda, e perché ogni uomo è immagine di Lui.
906. Siamo obbligati ad amare anche i nemici?

Si, siamo obbligati ad amare anche i nemici, perché sono anch'essi nostro prossimo, e perché Gesù Cristo ce ne ha fatto un espresso comando.
907. Che vuoi dire amare il Prossimo come se stesso?

Amare il prossimo come se stesso vuol dire desiderargli e fargli, per quanto si può, quel bene che dobbiamo desiderare a noi stessi, e non desiderargli né fargli alcun male.
908. Quando è che noi amiamo noi stessi come si deve?

Noi amiamo noi stessi come si deve, quando cerchiamo di servir Dio e mettere in Lui ogni nostra felicità.
909. Come si perde la Carità?

La Carità si perde con qualunque peccato mortale.
910. Come si riacquista la Carità?

La Carità si riacquista facendo atti di amor di Dio, pentendosi e confessandosi come si deve.


8. - Delle virtù cardinali.

911. Quali sono le virtù cardinali?

Le virtù cardinali sono la Prudenza, la Giustizia, la Fortezza e la Temperanza.
912. Perché la Prudenza, la Giustizia, la Fortezza, e la Temperanza si chiamano virtù cardinali?

La Prudenza, la Giustizia, la Fortezza, e la Temperanza si chiamano virtù cardinali, perché sono il cardine, e il fondamento delle virtù morali.
913. Che cosa è la Prudenza?

La Prudenza è la virtù che dirige ogni azione al debito fine, e però cerca i mezzi convenienti affinché l' opera riesca in tutto ben fatta, e quindi accetta al Signore.
914. Che cosa è la Giustizia?

La Giustizia è la virtù per cui diamo a ciascuno quello che gli si deve.
915. Che cosa è la Fortezza?

La Fortezza è la virtù che ci rende coraggiosi a non temere alcun pericolo, neppure l'istessa morte, per servizio di Dio.
916. Che cosa è la Temperanza?

La Temperanza è la virtù per la quale raffreniamo i desideri disordinati dei piaceri sensibili, e usiamo con moderazione dei beni temporali.


CAPO II.  Dei doni dello Spirito Santo.
917. Quanti e quali sono i doni dello Spirito Santo?

I doni dello Spirito Santo sono sette:

    il dono della Sapienza;

    dell'Intelletto;

    del Consiglio;

    della Fortezza;

    della Scienza;

    della Pietà;

    del Timor di Dio.

918. A che servono i doni dello Spirito Santo?

I doni dello Spirito Santo servono a stabilirci nella Fede, nella Speranza e nella Carità; e a renderci pronti agli atti delle virtù necessarie per conseguire la perfezione della vita cristiana.
919. Che cosa è la Sapienza?

La Sapienza è un dono col quale noi alzando la mente da queste cose terrene e fragili, contempliamo le eterne, cioè l'eterna Verità che è Dio, gustando ed amando Lui, nel quale consiste ogni nostro bene.
920. Che cosa è l'intelletto?

L'Intelletto è un dono col quale ci viene facilitata, per quanto si può da uomo mortale, l'intelligenza delle verità della Fede e dei divini misteri, i quali col lume naturale dell'intelletto nostro non possiamo conoscere.
921. Che cosa è il Consiglio?

Il Consiglio è un dono col quale nei dubbi ed incertezze dell'umana vita conosciamo ciò che torna più alla gloria di Dio, alla salute nostra e del prossimo.
922. Che cosa è la Fortezza?

La Fortezza è un dono che c'inspira valore e coraggio per osservare fedelmente la santa legge di Dio e della Chiesa, superando tutti gli ostacoli e gli assalti dei nostri nemici.
923. Che cosa è la Scienza?

La Scienza è un dono col quale giudichiamo rettamente delle cose create, e conosciamo il modo di ben usarle e indirizzarle all'ultimo fine che è Dio.
924. Che cosa è la Pietà?

La Pietà è un dono col quale veneriamo ed amiamo Dio, e i Santi, e conserviamo un animo pio e benevolo verso il prossimo per amor di Dio.
925. Che cosa è il Timor di Dio?

Il Timor di Dio è un dono che ci fa riverire Dio e temere di offendere la sua divina Maestà, e ci distoglie dal male incitandoci al bene.


CAPO III.  Delle Beatitudini evangeliche.
926. Quante e quali sono le Beatitudini evangeliche?

Le Beatitudini evangeliche sono otto:

    Beati i poveri di spirito, perché di questi è il regno de' cieli.

    Beati i mansueti, perché questi possederanno la terra.

    Beati quelli che piangono, perché saranno consolati.

    Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

    Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

    Beati i mondi di cuore, perché vedranno Dio.

    Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio.

    Beati quelli che soffrono persecuzioni per amor della giustizia, perché di essi è il regno de' cieli.

927. Perché Gesù Cristo ci ha proposto le Beatitudini?

Gesù Cristo ci ha proposto le Beatitudini per farci detestare le massime del mondo, e per invitarci ad amare e praticare le massime del suo Vangelo.
928. Chi sono quelli che il mondo chiama beati?

Il mondo chiama beati quelli che abbondano di ricchezze e di onori, che vivono allegramente, e che non hanno alcuna occasione di patire.
929. Chi sono i poveri di spirito, che Gesù Cristo chiama beati?

I poveri di spirito, secondo il Vangelo, sono quelli che hanno il cuore distaccato dalle ricchezze; ne fanno buon uso, se le posseggono; non le cercano con sollecitudine, se ne sono privi; ne soffrono con rassegnazione la perdita, se loro vengono tolte.
930. Chi sono i mansueti?

I mansueti sono quelli che trattano il prossimo con dolcezza, e ne soffrono con pazienza i difetti e i torti che da essi ricevono, senza querele, risentimenti o vendette.
931. Chi sono quelli che piangono, eppure sono detti beati?

Quelli che piangono, eppure sono detti beati, sono coloro che soffrono rassegnati le tribolazioni, e che si affliggono per i peccati commessi, pei mali e per gli scandali che si vedono nel mondo, per la lontananza dal paradiso e pel pericolo di perderlo.
932. Chi sono quelli che hanno fame e sete della giustizia?

Quelli che hanno fame, e sete della giustizia sono coloro che desiderano ardentemente di crescere sempre più nella divina grazia e nell'esercizio delle opere buone e virtuose.
933. Chi sono i misericordiosi?

I misericordiosi, sono quelli che amano in Dio e per amor di Dio il loro, prossimo, ne compassionano le miserie si spirituali, che corporali, e procurano di sollevano secondo le loro forze e il loro stato.
934. Chi sono i mondi di cuore?

I mondi di cuore sono quelli che non hanno veruno affetto al peccato e ne stanno lontani, e schivano sopratutto ogni sorta d'impurità.
935. Chi sono i pacifici?

I pacifici sono quelli che conservano la pace col prossimo e con se stessi, e procurano di mettere la pace tra quelli che sono in discordia.
936. Chi sono quelli che soffrono persecuzione per amore della giustizia?

Quelli che soffrono persecuzione per amore della giustizia sono coloro che sopportano con pazienza le derisioni, i rimproveri e le persecuzioni per causa della fede e della legge di Gesù Cristo.
937. Che cosa significano i diversi premi promessi da Gesù Cristo nelle Beatitudini?

I diversi premi promessi da Gesù Cristo nelle Beatitudini significano tutti, sotto diversi nomi, la gloria eterna del cielo.
938. La Beatitudini ci procurano solo l'eterna gloria del paradiso?

Le Beatitudini non ci procurano solo l'eterna gloria del paradiso, ma sono anche i mezzi per condurre una vita felice, per quanto è possibile, in questo mondo.
939. Coloro che seguono le Beatitudini, ne ricevono già qualche ricompensa in questa vita?

Si, certamente, coloro che seguono le Beatitudini, ne ricevono già qualche ricompensa anche in questa vita, perché già godono un' interna pace e contentezza, che è principio, benché imperfetto, della eterna felicità.
940. Quelli che seguono le massime del mondo potranno dirsi felici?

No, quelli che seguono le massime del mondo, non sono felici, perché non hanno la vera pace dell'anima, e corrono pericolo di dannarsi.



CAPO IV.  Delle opere di misericordia.
941. Quali sono le opere buone delle quali ci sarà domandato conto particolare nel di del Giudizio?

Le opere buone delle quali ci sarà domandato conto particolare nel di del Giudizio sono le opere di misericordia.
942. Che cosa s'intende per opera di misericordia?

Opera di misericordia è quella con la quale si soccorre ai bisogni corporali o spirituali del nostro prossimo.
943. Quali sono le opere di misericordia corporali?

Le opere di misericordia corporali sono:

    Dar da mangiare agli affamati.

    Dar da bere agli assetati.

    Vestire gl'ignudi.

    Alloggiare i pellegrini.

    Visitare gli infermi.

    Visitare i carcerati.

    Seppellire i morti.

944. Quali sono le opere di misericordia spirituali?

Le opere di misericordia spirituali sono:

    Consigliare i dubbiosi.

    Istruire gli ignoranti.

    Ammonire peccatori.

    Consolare gli afflitti.

    Perdonare le offese.

    Sopportare pazientemente le persone moleste.

    Pregare Dio per i vivi e per i morti.
    

CAPO V.  Dei peccati e delle loro specie principali.
945. Quante sorta di peccati vi sono?

Vi sono due sorta di peccati: il peccato originale ed il peccato attuale.
946. Qual'è il peccato originale?

Il peccato originale è quello coi quale tutti nasciamo, e che abbiamo contratto per la disubbidienza del nostro primo padre Adamo.
947. Quali danni ci ha cagionati il peccato di Adamo?

I danni dei peccato di Adamo sono: la privazione della grazia, la perdita del paradiso, l'ignoranza, l'inclinazione al male, la morte e tutte le altre miserie.
948. Come si cancella il peccato originale?

Il peccato originale si cancella col santo Battesimo.
949. Qual'è il peccato attuale?

Il peccato attuale è quello che l'uomo, arrivato all'uso della ragione, commette con la sua libera volontà.
950. Quante sorta di peccato attuale vi sono?

Vi sono due sorta di peccato attuale: il mortale ed il veniale.
951. Qual'è il peccato mortale?

Il peccato mortale è una trasgressione della divina legge, per la quale si manca gravemente ai doveri verso Dio, verso il prossimo, verso noi stessi.
952. Perché si dice mortale?

Si dice mortale perché dà morte all'anima, col far perdere la grazia santificante, che è la vita dell'anima, come l'anima è la vita dal corpo.
953. Quali danni fa all'anima il peccato mortale?

    Il peccato mortale priva l'anima della grazia e dell'amicizia di Dio;

    le fa perdere il paradiso;

    la priva dei meriti acquistati, e la rende incapace di acquistarne dei nuovi;

    la fa schiava del demonio;

    le fa meritare l'inferno, ed anche i castighi di questa vita.

954. Oltre la gravità della materia che cosa si richiede per costituire un peccato mortale?

Oltre la gravità della materia per costituire un peccato mortale si richiede la piena avvertenza di tale gravità e la deliberata volontà di commettere il peccato.
955. Qual è il peccato veniale?

Il peccato veniale è una lieve trasgressione della divina legge, per la quale si manca solo leggermente a qualche dovere verso Dio, verso il prossimo e verso noi stessi.
956. Perché si chiama veniale?

Perché è leggiero rispetto al peccato mortale, non ci fa perdere la divina grazia; e perché Dio più facilmente lo perdona.
957. Dunque non è da fare gran caso del peccato veniale?

Ciò sarebbe un inganno grandissimo, sia perché il peccato veniale contiene sempre una qualche offesa di Dio, sia perché reca danni non piccoli all'anima.
958. Quali danni reca il peccato veniale?

Il peccato veniale:

    indebolisce e raffredda in noi la carità;

    ci dispone al peccato mortale;

    ci rende meritevoli di grandi pene temporali in questo mondo o nell'altro.
    

CAPO VI.  Dei vizi capitali e di altri peccati più gravi.
959. Che cosa è il vizio?

Il vizio è una cattiva disposizione dell'animo a fuggire il bene e a fare il male, causata dal frequente ripetersi degli atti cattivi.
960. Che differenza v'è tra peccato e vizio?

Tra peccato e vizio v'è questa differenza, che il peccato è un atto che passa, mentre il vizio è la cattiva abitudine contratta di cadere in qualche peccato.
961. Quali sono i vizi che si chiamano capitali?

I vizi che si chiamano capitali sono sette:

    Superbia;

    Avarizia;

    Lussuria;

    Ira;

    Gola;

    Invidia;

    Accidia.

962. I vizi capitali come si vincono?

I vizi capitali si vincono con l'esercizio delle virtù opposte. Cosi la superbia si vince con l'umiltà; l'avarizia con la liberalità; la lussuria con la castità; l'ira con la pazienza; la gola con l'astinenza; l'invidia con l'amor fraterno; l'accidia con la diligenza e col fervore nel servizio di Dio.
963. Perché questi vizi si chiamano capitali?

Questi vizi si chiamano capitali, perché sono la sorgente e la cagione di molti altri vizi e peccati.
964. Quanti sono i peccati contro lo Spirito Santo?

I peccati contro lo Spirito Santo sono sei:

    disperazione della salute;

    presunzione di salvarsi senza merito;

    impugnare la verità conosciuta;

    invidia della altrui grazia;

    ostinazione nei peccati;

    impenitenza finale.

965. Perché questi peccati si dicono in particolare contro lo Spirito Santo?

Questi peccati si dicono in particolare contro lo Spirito Santo, perché si commettono per pura malizia, la quale è contraria alla bontà, che si attribuisce allo Spirito Santo.
966. Quali sono i peccati che si dicono gridare vendetta nel cospetto di Dio?

I peccati che diconsi gridar vendetta nel cospetto di Dio sono quattro:

    omicidio volontario;

    peccato impuro contro l'ordine della natura;

    oppressione dei poveri;

    fraudare la mercede agli operai.

967. Perché si dice che questi peccati gridano vendetta al cospetto di Dio?

Questi peccati diconsi gridare vendetta al cospetto di Dio, perché lo dice lo Spirito Santo e perché la loro iniquità è così grave e manifesta che provoca Dio a punirli con più severi castighi.



CAPO VII.  Dei Novissimi e di altri mezzi principali
per evitare il peccato .
968. Che cosa intendete per Novissimi?

Novissimi sono chiamate nei Libri santi le cose ultime che accadranno all'uomo.
969. Quanti sono i Novissimi, o cose ultime dell' uomo?

I Novissimi, o cose ultime dell'uomo, sono quattro:

    Morte,

    Giudizio,

    Inferno,

    Paradiso.

970. Perché i Novissimi si dicono cose ultime dell'uomo?

I Novissimi si dicono cose ultime dell'uomo, perché la Morte è l'ultima cosa che ci accade in questo mondo; il Giudizio di Dio è l'ultimo fra i giudizi che dobbiamo sostenere; l'Inferno è l'estremo male che avranno i cattivi; il Paradiso il sommo bene che avranno i buoni.
971. Quando dobbiamo noi pensare ai Novissimi?

È bene pensare ai Novissimi ogni giorno, e massimamente nel fare orazione alla mattina subito svegliati, alla sera prima di andare a riposo e tutte le volte che siamo tentati a far male, perché questo pensiero è validissimo a farci evitare il peccato.



CAPO VIII.  Degli esercizi divoti che si consigliano
al cristiano per ogni giorno.
972. Che cosa deve fare un buon cristiano la mattina subito svegliato?

Un buon cristiano, la mattina appena svegliato, deve fare il segno della santa Croce ed offrire il cuore a Dio, dicendo queste o altre simili parole: Mio Dio, io vi dono il mio cuore e l'anima mia.
973. A che cosa si dovrebbe pensare levandosi dal letto e vestendosi?

Levandosi dal letto e vestendosi, si dovrebbe pensare che Dio è presente, che quel giorno può esser l'ultimo della nostra vita; e levarsi e vestirsi con ogni possibile modestia.
974. Levato e vestito, che cosa deve fare un buon cristiano?

Un buon cristiano, appena levato e vestito, deve mettersi alla presenza di Dio, e inginocchiarsi, se può, innanzi a qualche divota immagine, dicendo con divozione:

Vi adoro, mio Dio, e vi amo con tutto il cuore;

vi ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte;

vi offerisco tutte le mie azioni, e vi prego di preservarmi in questo giorno dal peccato, e di liberarmi da ogni male. Così sia.

Reciti quindi il Pater Noster, l'Ave Maria, il Credo e gli atti di Fede, di Speranza e di Carità, accompagnandoli con vivo affetto del cuore.
975. Quali pratiche di pietà dovrebbe ogni giorno compiere il cristiano?

Il cristiano, potendolo, dovrebbe ogni giorno:

    assistere con divozione alla santa Messa;

    fare una visita, anche brevissima, al SS. Sacramento;

    recitare la terza parte del santo Rosario.

976. Che cosa si deve fare prima di lavorare?

Prima di lavorare, si deve offrire il lavoro a Dio, dicendo di cuore: Signore vi offerisco questo lavoro: datemi la vostra benedizione.
977. Per qual fine si deve lavorare?

Si deve lavorare per la gloria di Dio e per fare la sua volontà.
978. Che cosa convien fare prima di prender cibo?

Prima di prender cibo, stando in piedi, conviene fare il segno della santa Croce e poi dire con divozione: Signore Iddio, date la vostra benedizione a noi e al cibo che ora prenderemo per mantenerci nel vostro servizio.
979. Avendo finito di prender cibo, che cosa convien fare?

Finito di prender cibo convien fare il segno della santa Croce, e dire: Signore vi ringrazio del cibo che mi avete dato; fatemi degno di partecipare alla mensa celeste.
980. Quando uno si accorge di qualche tentazione che cosa dovrebbe fare?

Quando uno si accorge di qualche tentazione dovrebbe invocare con fede il SS. Nome di Gesù , o di Maria , o dire fervorosamente qualche giaculatoria, come p. e. «datemi grazia, o Signore, che non vi offenda giammai», oppure fare il segno della Croce; evitando però che da segni esterni si accorgano gli altri delle sue tentazioni.
981. Quando uno conosce o dubita d'aver commesso qualche peccato, che cosa deve fare?

Quando alcuno conosce o dubita d'aver peccato, deve fare subito un atto di contrizione, e procurare di confessarsene al più presto.
982. Quando, fuori di chiesa, si sente il segno dell'elevazione dell'ostia alla Messa solenne, o della benedizione del SS. Sacramento, che cosa si deve fare?

Si deve fare, almeno col cuore, un atto di adorazione dicendo p. e.: «Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e divinissimo Sacramento».
983. Che cosa si deve dire quando suona l'Ave Maria, all'alba, al mezzodì e alla sera?

Al suono dell'Ave Maria, il buon cristiano recita l'Angelus Domini, con tre volte l'Ave Maria.
984. La sera, prima di andare a riposo che cosa convien fare?

La sera prima del riposo, convien mettersi, come al mattino, alla presenza di Dio, recitare divotamente le stesse orazioni, fare un breve esame di coscienza e domandare perdono a Dio dei peccati commessi nella giornata.
985. Che cosa farete prima di addormentarvi?

Prima di addormentarmi farò il segno della santa Croce, penserò che posso morire in quella notte, e darò il cuore a Dio, dicendo: «Signore e Dio mio, io vi dono tutto il mio cuore; Santissima Trinità, datemi grazia di ben vivere e di ben morire; Gesù, Giuseppe e Maria, io raccomando a voi l'anima mia».
986. Oltre alle orazioni della mattina e della sera, in quale altra maniera si può ricorrere a Dio nel corso della giornata?

Nel corsa della giornata si può pregare Iddio frequentemente con altre brevi orazioni che si chiamano giaculatorie.
987. Dite qualche giaculatoria.

    Signore aiutatemi

    Signore sia fatta la vostra santissima volontà

    Gesù mio, io voglio essere tutto vostro

    Gesù mio, misericordia

    Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch'io t'ami sempre più.

988. È utile dire durante il giorno molte giaculatorie?

È cosa utilissima dire durante il giorno molte orazioni giaculatorie, e si possono dire anche col cuore senza proferir parola, camminando, lavorando, ecc.
989. Oltre alle orazioni giaculatorie, in quale altra cosa si dovrebbe esercitare sovente il cristiano?

Oltreché nelle orazioni giaculatorie il cristiano si dovrebbe esercitare nella cristiana mortificazione.
990. Che cosa vuol dire mortificarsi?

Mortificarsi, vuoi dire lasciare, per amore di Dio, quello che piace, ed accettare quello che dispiace secondo i sensi, o l'amor proprio.
991. Quando si porta il Santissimo Sacramento ad un infermo, che cosa si deve fare?

Quando si porta il SS.mo Sacramento a qualche infermo, si deve procurare, potendo, di accompagnarlo con modestia e raccoglimento; e se non si può, fare un atto di adorazione in qualunque luogo uno si trovi, e poi dire: «Consolate, o Signore, questo infermo, e dategli grazia di uniformarsi alla vostra santissima volontà e di conseguire la sua salute».
992. Sentendo suonare l'agonia di qualche moribondo, che cosa farete?

Sentendo suonare l'agonia di un moribondo, mi porterò, potendo, alla Chiesa a pregare per lui, e non potendo, raccomanderò al Signore l'anima sua, pensando che fra breve tempo avrò da trovarmi io pure in questo stato.
993. Sentendo il segno della morte di qualcheduno, che cosa farete?

Sentendo il segno della morte di qualcheduno, procurerò di dire un De profundis o un Requiem per l'anima di quel defunto, e rinnoverò il pensiero della morte.



  www.maranatha.it    

SESTRI LEVANTE (Genoa) Italy  

  

 

Yara e il suo demonio Allah

https://sptnkne.ws/hu4c shalom love universal brotherhood   (סרטון מוסיקלי רשמי) https://he.kingdomsalvation.org/videos/for-whom-man-should-...